A Cuneo, ieri, il barometro del centrodestra segnava bonaccia. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia dopo l’incontro con Cirio si scambiavano salamelecchi giurandosi reciproca fedeltà per Cuneo, Mondovì e Savigliano. Oggi a Torino, a distanza di 24 ore, in Consiglio Regionale, si registra una burrasca come non si era mai vista dall’inizio della consiliatura.
I rapporti in seno alla maggioranza guidata dal Presidente forzista Alberto Cirio, a metà mandato, confermano le tensioni che per altro si respirano anche a livello nazionale dopo la riconferma di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. E i segnali che arrivano dalla Lega, dopo il braccio di ferro sull’Ufficio di Presidenza che hanno visto rinsaldarsi l’asse con Forza Italia a scapito di FdI, non sono certo all’insegna della distensione.
“La conferma del nostro Stefano Allasia alla presidenza del Consiglio regionale e dei nostri Michele Mosca e Gianluca Gavazza a consiglieri segretari dell’Ufficio di Presidenza – dichiara il capogruppo Alberto Preioni - è la dimostrazione della forza e dell’unità del gruppo della Lega e di tutti i suoi 23 consiglieri. Il nostro ringraziamento va anche agli amici di Forza Italia, che ancora una volta si confermano alleati affidabili e con una profonda cultura di governo”.
E poi l’affondo nei confronti di Fratelli d’Italia. “La non partecipazione al voto del gruppo di Fratelli d’Italia, che ci stupisce e dispiace – prosegue Preioni - appare invece come la débâcle di un partito che qui – come a Roma, come altrove – dimostra di avere più a cuore le solitarie prove muscolari rispetto al vincolo di lealtà nei confronti della maggioranza indicata dai piemontesi alla guida della Regione. Maggioranza – aggiunge il capogruppo regionale - di cui la Lega è prima forza e architrave imprescindibile, compatta e sorda tanto alle lusinghe quanto agli ultimatum di chi invece vorrebbe dividerla. Ancora una volta – conclude Preioni - il gruppo della Lega ha dimostrato di mettere al primo posto della propria agenda politica l’interesse dei piemontesi”.





