Martedì 15 marzo le associazioni di categoria dell'autotrasporto si siederanno al tavolo con il viceministro Bellanova per discutere dell’estrema difficoltà in cui versa il settore, a fronte del caro gasolio.
Soltanto dopo quell'incontro Unatras, l'unione dell'autotrasporto che raccoglie le sei sigle del settore (Confartigianato Trasporti, Fai, Cna Fita, Fiap, Unitai, Assotir, SnaCasartigiani) deciderà quali iniziative intraprendere. Di fatto nessuna associazione ha proclamato un fermo. E resta la data di sabato 19 marzo per l'inizio di manifestazioni ufficiali in tutta Italia.
Non c'è alcun anticipo di sciopero, come si evincerebbe erroneamente dal comunicato di Trasportounito: “A partire da lunedì prossimo, 14 marzo, le aziende di autotrasporto sospenderanno a livello nazionale i loro servizi 'per causa di forza maggiore'. Ne dà notizia Trasportounito che precisa come non si tratti di uno sciopero né di una rivendicazione specifica, bensì di un’iniziativa finalizzata a coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore”.
Amedeo Genedani, presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras, ha dichiarato all'AGI: “Oggi Trasportounito ha annunciato la sospensione dei servizi lunedì. Ieri Unatras aveva annunciato manifestazioni in tutta Italia il 19 marzo, avvertendo però che le imprese nel frattempo, autonomamente, potrebbero decidere di fermarsi in maniera spontanea in alcune zone del Paese, ritenendo più conveniente lasciare i propri mezzi sui piazzali piuttosto che continuare a viaggiare in queste condizioni”.
Di fatto, chi si ferma prima lo fa per ragioni economiche e non sindacali, facendo esplicito riferimento all'articolo del codice civile relativo alla eccessiva onerosità.





