Ad appena dodici ore dall'approvazione in consiglio comunale (14 voti a favore e due contrari) è stato firmato questa mattina (giovedì 24 marzo) nella sala Giunta del Comune di Borgo San Dalmazzo l'accordo programmatico preliminare per realizzare un impianto fotovoltaico da 5 Megawatt nell'area ex Italcementi.
A siglare il documento il sindaco Gian Paolo Beretta e Luca Musicco, Consigliere Delegato e Direttore Generale di Italgen SpA. Erano presenti poi il vicesindaco Beppe Bernardi e l'assessore Anna Bodino. Per Italgen anche Ivan Gabatel, responsabile Regolazione e Autorizzazioni della SpA ed Enrico Felter, responsabile Affari Legali.
Prima della firma, i tecnici Italgen hanno presentato il progetto e risposto alle domande dei cronisti, andando a chiarire molti dei dubbi avanzati durante il consiglio comunale.
IL PROGETTO
Il parco fotovoltaico sorgerà su una superficie di 59.900 metri quadri (il 70% del sito di proprietà Italgen): il terreno a fianco dell'ex cementeria occupata attualmente da un bosco. Il restante 30% (25.600 metri quadri a sud, vicino al fiume) verrà ceduto in compensazione al Comune a titolo gratuito e, in aggiunta, verranno erogati 90 mila euro al Comune da destinare a opere pubbliche (una centralina idroelettrica nel Mulino Gione).
Unico ostacolo: il sito è soggetto a vincoli urbanistici ed ambientali come area non idonea alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, soprattutto per l'alta pericolosità legata al rischio idrogeologico. Italgen ha già avviato una perizia: l'analisi preliminare ha evidenziato come il sito oggetto di interventi (sia il 70% su cui sorgeranno i pannelli fotovoltaici, sia il 30% ceduto al Comune) risulti al di fuori delle aree a rischio idraulico del torrente Gesso, anche nella simulazione più gravosa. Il primo step è dunque quello del superamento di area non idonea a impianto fotovoltaico a terra con una variante al P.R.G.C. (Piano Regolatore Generale Comunale): percorso che dovrà portare avanti il Comune. Dal canto suo Italgen condividerà tutte le analisi e rimborserà tutti i costi.
Si manterrebbe la viabilità esistente più un'area posteggio, andando a demolire il muro che delimita l'area con una siepe di mascheramento a ridosso del parco fotovoltaico.
La parte di terreno ceduta al Comune dovrebbe essere lasciata a prato, ad uso picnic per i cittadini. “L'intenzione è quella di costruire un parco per un futuro allargamento verso l'Italcementi. I contatti con loro sono in piedi. Non abbiamo mai disgiunto le due unità. Si potranno fare altri accordi per allargarsi e soprattutto puntare a fare una comunità energetica per avere sconti sulla bolletta elettrica alle famiglie”, dichiara Beretta.
I PANNELLI FOTOVOLTAICI
L'impianto avrà una potenza di 5 megawatt che tuttavia potrebbe essere dimunuita in fase di iter autorizzativo.
I pannelli fotovoltaici potrebbero essere di due tipi: pannelli a inseguimento che si orientano al sole, o pannelli fissi a terra. I primi hanno un'altezza cha va da 1 a 2 metri, i secondi sono decisamente più bassi, ma hanno un effetto riflettente invasivo. La decisione è in fase di studio, ma Italgen sarebbe propensa per quelli alti a inseguimento, anche per minimizzare l'impatto ambientale.
CRONOPROGRAMMA
Se tutto procede senza intoppi l'impianto potrà essere mandato in esercizio nel 2024.
Da oggi può partire l'iter per la variante urbanistica i cui costi saranno a carico di Italgen (anche in caso di bocciatura del progetto), poi l'iter autorizzativo per l'impianto che prevede la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) da perte di Provincia, Comune, Regione. Idem per l'Attuazione della direttiva relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità. Seguirà il peventivo e l'accettazione da parte di Enel.
A quel punto si potrà partire con le pratiche di inizio lavori, esecuzione delle opere, collaudi e allacciamento Enel. “Un'ultima fase molto più veloce rispetto agli iter autorizzativi. La stimiamo in circa 4 mesi”, ha dichiarato Musicco.
COMPENSAZIONE AL COMUNE
Come detto Italgen cederà gratuitamente al Comune l'area a ridosso del torrente Gesso per una superficie di 25.600 metri quadri ed erogherà, una tantum, la somma di 90 mila euro per opere di pubblica utilità.
L'ipotesi di layout iniziale potrebbe subire variazioni durante le fasi autorizzative del progetto, ma in ogni caso l'area e la somma ceduta al Comune a titolo di opere compensative non subiranno alcuna variazione.
Una compensazione considerata irrisoria dai consiglieri Robbione e Fantino.
“In realtà è l'esatto contrario – replica Musicco -. Si tratta di un accordo molto vantaggioso per Borgo e per il sistema Italia. Chi ci rimette è Italgen. È stata una negoziazione molto dura con il sindaco Beretta”. Lo spiega con i numeri: “L'area ceduta al Comune ha un valore di mercato che può arrivare fino a 30 euro al metro quadro. Consideriamo pure un valore più basso, di 20 euro al mq, e arriviamo ad una donazione di terreno che supera i 500 mila euro. A questo si aggiungono i 90 mila euro che verranno erogati. Quindi un totale di 600/700 mila euro di donazione in opere compensative. Se paragonato ai 370 mila euro di ricavi annui che può dare un impianto da 5 Megawatt come questo, siamo ampiamente sopra il livello massimo stabilito per legge sui titoli compensativi che è fermo al 3%”.
RISCHIO IDROGEOLOGICO
Italgen ha effettuato uno studio preliminare idraulico eseguito dallo studio Cozza, in collaborazione con l'ingegnere Dario Ughetto, al fine di verificare se l'area di proprietà fosse o meno interessata dall'esondazione del Torrente Gesso.
“Siamo molto fiduciosi perché è stata fatta un'analisi approfondita dalle quale è scaturita la fattibilità dell'intervento. Secondo i nostri studi non c'è alcun rischio esondazione nell'area che diventerà parco fotovoltaico, così come nell'area ceduta al Comune”, ha dichiarato Musicco.
“Come già anticipato ieri sera in consiglio, voglio specificare che in fase di variante parziale al piano regolatore verrà effettuata una controperizia”, ha ribadito Beretta.
Lo studio è stato condotto su una porzione di alveo del torrente Gesso avente uno sviluppo di 2.600 metri, a partire da circa 600 metri a monte del ponte della statale 20 per Roccavione, e considerando nel modello anche il Torrente Vermenagna in quanto, pur essendo la confluenza dello stesso nel Gesso circa 500 metri più a valle della zona di interesse, l'eventuale rigurgito verso monte, dovuto alle portate durante eventi di piena, potrebbe causare innalzamenti dei livelli nel sito in oggetto.
Lo studio è stato così articolato: definizione dell'assetto topografico geometrico e morfologico di Gesso e Vermenagna nelle sezioni di interesse; analisi idrologica del bacino idrografico per definire le portate di piena con tempo di ritorno di 100, 200 e 500 anni; simulazione idrodinamica del deflusso della piena condotta facendo ricorso all'applicazione di un modello unidimensionale costruito con il codice di calcolo «Hec Ras» sviluppato da U.S. Army Corps of Engineering per le portate con i vari tempi di ritorno considerati; confronto tra i livelli di piena ottenuti con il modello idraulico e la morfologia del territorio e susseguente tracciamento delle aree inondabili per la piena di riferimento
FINE VITA DELL'IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Un impianto fotovoltaico ha una vita di 20 anni che può arrivare a 25 se ben manutenuto. Italgen ha già predisposto due opzioni: dismettere e ridiscutere con l'amministrazione comunale che governerà oppure fare un revamping (ammodernamento, ndr) dell'impianto. “Propendiamo per la seconda idea perché le energie fotovoltaiche sono fondamentali. E magari fra 20 anni la tecnologia ci permetterà di produrre 10 megawatt nello stesso spazio. In ogni caso i conti saranno fatti intorno al 18esimo anno di vita”, specifica Musicco.
INDOTTO
Gli impianti fotovoltaici sono autonomi e verranno controllati da remoto, dunque non è prevista assunzione di personale specifico. Tuttavia la realizzazione di pannelli fotovoltaici non potrà che stimolare l'indotto per le la pulizia dell'area, le strutture di sostegno, i cavidotti, e la piccola manutenzione. “Prevediamo sicuramente il coinvolgimento di aziende locali attraverso gare di appalto”, ha dichiarato Gabatel.















