Hai voluto la bici? Certo, e si pedala che è una meraviglia! Tra piste ciclabili, mobilità sostenibile e incentivi vari, a Bra la bicicletta è sempre più di moda. Il boom delle due ruote è completato dalla riapertura al pubblico del Museo della Bicicletta, lo spazio espositivo ospitato negli spazi della Bra Servizi di corso Monviso 25, dopo due anni di stop a causa della pandemia.
Qui sono esposte tante biciclette, quella da bersagliere del 1900, da panettiere, da arrotino, da spazzacamino, da pompiere, da lattaio, da stagnino, da portalettere e da gelatiere, che hanno trovato posto vicino ad altre pietre miliari come la bici della campionessa di handbike Francesca Fenocchio oppure quella da corsa del 1935 con il primo cambio Campagnolo a bacchetta posteriore.
Un’alchimia capace di miscelare antica e moderna iconografia, il senso della velocità e il racconto di tante storie, congelate grazie all’impegno di Luciano Cravero, ideatore, fondatore e presidente del Museo, che ha dedicato l’intera vita allo scopo, raccogliendo memorabilia del ciclismo nazionale e internazionale di sempre. Per tanti anni questo eccezionale patrimonio è stato custodito in casa sua, poi si è avverato il sogno di vederlo esposto in un polo museale dedicato allo sport delle due ruote tanto caro agli italiani.
Innumerevoli gli assi in vetrina: la maglia della gloria locale Diego Rosa accanto a quella gialla di Vincenzo Nibali ed a quelle di ex professionisti della provincia di Cuneo tra cui quella del braidese Matteo Cravero. Un posto particolare meritano la maglia rosa e la maglia gialla con cui Marco Pantani ha vinto il Giro d’Italia e il Tour de France nel 1998; la maglia della Ursus, indossata da Gino Bartali e quella della Bianchi indossata dal Campionissimo Fausto Coppi; la maglia della Nazionale dei professionisti del 1996 e quella della società di Torino dedicata a Serse Coppi, fratello di Fausto.
In bella mostra anche le maglie iridate di Giuseppe Saronni, Stefan Roche, Gianni Bugno, Mario Cipollini e Paolo Bettini, corredate dagli articoli di giornali e foto del tempo, consacrate ai campioni del pedale che le hanno vestite. In questo dedalo, non poteva mancare la maglia rossa 2019 dei campioni d’Italia dell’Androni Giocattoli Sidermec, donata dal team manager Gianni Savio ospite all’ultima festa sociale.
Insomma, c’è tutta l’essenza del ciclismo, quello recente e quello del dopoguerra. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti. Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo.
Dietro il racconto di ciascuna bici c’è un pezzo di storia d’Italia e del mondo. Ci sono ricordi dell’infanzia, dei genitori e dei nonni, modelli dei marchi più conosciuti, borracce, autografi, pagine seppiate di vecchi giornali che celebrano un mezzo, la bicicletta, che guarda con il sorriso al passato e strizza l’occhio al futuro.
Il Museo della Bicicletta di Bra ha sede in corso Monviso 25 ed è aperto dal lunedì al venerdì con orario 10-12 e 15-18, sabato 10-12 e domenica su prenotazione (Info 0172/412507). Visite guidate a cura del presidente, ufficiale Luciano Cravero (tel. 333/6567315). Grazie al contributo dei soci e della campagna di tesseramento, continuerà l’opera di promozione e valorizzazione dell’allestimento per rendere la visita un’esperienza indimenticabile. Non ci resta che andare!




