Settore metalmeccanico: nell’Albese e nel Braidese la situazione è sotto controllo, ma l’attenzione è sempre elevata. Le criticità maggiori riguardano il reperimento delle materie prime, le minori entrate soprattutto per le aziende che hanno mercato in Russia e il ricorso in taluni casi alla cassa integrazione.
Questo il quadro tratteggiato da Domenico Calabrese, sindacalista della Fiom-Cgil, che spiega: «Tra coda della pandemia e conflitto ucraino ci sono alcune aziende che hanno rallentato anche in quello che rappresenta il tessuto industriale metalmeccanico di Alba e Bra, magari perché particolarmente impegnate sul mercato della Russia. Si segnalano alcuni casi di ricorso alla cassa integrazione guadagni, effetto anche delle minori entrate e del difficile reperimento delle materie prime».
«Il lavoro non si ferma e la tutela dei lavoratori è sempre la nostra priorità – prosegue –. Stiamo rinnovando contratti integrativi che riguardano il premio di risultato, e i miglioramenti possibili da fare in base alla norma del contratto nazionale, in otto aziende, e in alcune siamo giunti a una conclusione soddisfacente. In altre purtroppo ci sono oggettive difficoltà, perché i margini di guadagno si sono ridotti proprio in ragione dei forti rincari delle materie prime».
«Non dimentichiamoci – conclude a proposito il sindacalista – che tale problema si pone anche per il lavoratore, che rischia di non avere qualcosa in più sul luogo di lavoro, di sopportare la cassa integrazione, e di subire aumenti per le utenze domestiche e nell’acquisto delle materie prime. Intanto attendiamo anche il Governo, sperando che apporti modifiche per la redistribuzione verso il basso in base alla riforma del fisco che non è pienamente soddisfacente».





