Il report realizzato dalla terza incarnazione della commissione temporanea speciale sanità del Comune di Cuneo parla chiaro: una volta svuotata della propria funzione di ospedale cittadino - a seguito della realizzazione del nuovo ospedale unico nell'area del Carle - la struttura del Santa Croce dovrà almeno in parte rimanere legata al mondo della sanità in senso ampio, magari ospitando laboratori, sezioni amministrative e il coordinamento della medicina territoriale cuneese.
Se ne è parlato ieri sera (giovedì 21 aprile) durante la prima riunione del 2022 della commissione, allo stesso tempo anche l'ultima visto l'appuntamento elettorale ormai alle porte. L'occasione ha visto riuniti, oltre ai consiglieri, i dirigenti dell'ASO Santa Croce e Carle e una delegazione della fondazione nuovo ospedale.
Al centro l'ipotesi di riconversione dell'area del Santa Croce a seguito della costruzione del nuovo nosocomio unico, con la presentazione di un documento d'indirizzo specifico da far votare al consiglio comunale nelle sedute in programma la prossima settimana.
A illustrare il documento ci ha pensato Luca Pellegrino, presidente della commissione. Che ha rilevato il sostanziale accordo dei presenti in merito al documento stesso: "Non avendo ancora una data plausibile per la costruzione del nuovo ospedale diventa difficile preventivare progetti specifici sul Santa Croce - ha detto - , e anche la proposta di sistemazione edilizia verrà fatta a seguito della decisione definitiva sulla destinazione dell’area, ma la nostra è un'indicazione d'indirizzo. Ci auspichiamo che la prossima amministrazione comunale vada avanti seguendo questa strada".
Nel corso della discussione è stato citato anche il completamento del progetto della tangenziale di Cuneo, opera ancor più necessaria a nuovo ospedale compiuto per meglio collegare la struttura al territorio e alla città stessa.
"Doveroso da parte della direzione dell'ospedale essere presenti stasera - ha detto la direttrice dell'ASO Elide Azzan - . La parte principale del nostro lavoro nel corso dell'iter di definizione delle necessità legate al nuovo ospedale è stata quella di definirne il dimensionamento clinico, il contenuto necessario del nuovo ospedale. Il nostro punto di riferimento è stato il 2019 ma abbiamo comunque tenuto presente le necessità di un ospedale ‘di territorio vasto’ come deve essere quello di Cuneo, senza perdere di vista il ruolo e le responsabilità come hub".
"Insomma, siamo pronti ad attivarci non appena riceveremo indicazioni della Regione - ha aggiunto la Azzan - . Abbiamo delle eccellenze, soprattutto in termini di professionisti, che dobbiamo accudire e potenziare e mantenere in primo piano. Da qui alla nascita del nuovo ospedale esiste una progettazione e delle idee di intervento strutturale sul Santa Croce che non si fermeranno; il nostro ospedale, così come tanti altri, è e rimane un cantiere ed è fondamentale che lo sia, per quanto questo possa essere un problema. Ma dobbiamo lavorare perché non venga mai meno l’affetto della comunità verso l’ospedale cittadino".
"In questa commissione si tirano le somme di alcuni anni di lavoro e, per il gruppo, di tre funzioni differenti ma collegate: credo sia stata un’esperienza positiva nonostante l'ottica fortemente di lungo termine, e ringrazio tutti per lo sforzo profuso e la presenza" ha detto in conclusione il sindaco Federico Borgna.
"Iniziare oggi a immaginare cosa far succede al Santa Croce a nuovo ospedale finito non è prematuro ma opportuno, un passaggio importantissimo - ha aggiunto il sindaco - .
Possiamo quindi ragionarci su, tenendo altissima la guardia della politica territoriale sulla qualità dei servizi e considerando donne e uomini il vero e principale asset della struttura. Siamo concentrati sull’avvio del cantiere del nuovo ospedale, sul far partire il lavoro di progettazione con un imput della Regione, che immagino arriverà nelle prossime settimane e mesi".





