Mondovì, Città medaglia di bronzo al valor militare, è tornata a festeggiare la Liberazione, nel suo 77° anniversario, alla presenza di cittadini, autorità ed associazioni.
Dopo due anni di stop imposto dal covid, che ha trasformato anche le tradizionali commemorazioni in eventi "a distanza", i monregalesi hanno accolto il ritorno delle celebrazioni con grande partecipazione.
Questa mattina, dopo la S. Messa, celebrata nella chiesa di Sant'Agostino, in piazza Monsignor Moizo, è stato composto il corteo che ha percorso le vie cittadine: via Piandellavalle, piazza Santa Maria Maggiore, via Prato e corso Statuto, fino a raggiungere il Palazzo Municipale, dove è stata deposta la corona commemorativa presso le lapidi.
Il corteo si è poi diretto in piazza della Repubblica - attraverso corso Statuto e ponte Cavalieri d'Italia - per la deposizione della corona d'alloro al "Monumento ai Caduti", per poi raggiungere il monumento allo Scalone, per i "Morti per la Libertà.
"Il 25 aprile - ha spiegato il sindaco, Paolo Adriano - è una data che è parte essenziale della nostra storia e che rappresenta una tappa fondamentale del lungo e complesso percorso di affermazione della Democrazia. Nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione e con l’Europa nuovamente sconvolta dalla guerra, quest’ultima parola assume un significato ancora più profondo. Mondovì, Città medaglia di bronzo al valor militare, così come i tanti comuni vicini che qui fecero la Resistenza, conosce bene il valore della Libertà. Conquistata metro per metro, valle dopo valle, pagando un altissimo tributo anche in termini di vite.
Ecco perché di fronte a una Libertà tanto duramente conquistata abbiamo il dovere morale, oggi, di tramandare la memoria dell’eroismo, dell’altruismo e del sacrificio di quanti lottarono per consegnarci un paese nuovo, capace di guardare al futuro con rinnovata speranza.
Il mio augurio per noi tutti, è quello di non cedere all’indifferenza, all’apatia, bensì di continuare a lottare e credere nei valori di Pace, Giustizia, Libertà e Democrazia, tutelati dalla nostra Costituzione. Di continuare a credere nel futuro, nelle nuove generazioni, assumendoci la responsabilità di trasmettere loro il messaggio che la Libertà non è mai acquisita una volta per sempre. Che essa è sacra, ma non scontata e che per preservarla bisogna impegnarsi senza riserve, perché è responsabilità di tutti".
Presso lo Scalone, l'orazione a cura del Prof. Stefano Casarino, presidente dell'ANPI Mondovì: "La parola cui oggi mi aggrappo di più è gratitudine: verso chi ha combattuto e si è sacrificato potesse esistere la nostra democrazia che ci consente di pensare e parlare liberamente, chiamando le cose con il loro nome, altrove non è così. Ricordiamo sempre che l'alterazione delle parole è la prima delle violenze contro l'essere umano".
Il prof. Casarino ha poi ricordato gli insegnamenti dello storiografo greco Tucidide, concludendo l'intervento con un'altra parola chiave della giornata: "Speranza. Speranza che non si anestetizzi il ricordo, che non si degradi il valore dell'impegno civile e politico. Speranza che non si arrivi a pensare che libertà e democrazia siano valori negoziabili. Ora e sempre Resistenza".
Al termine delle celebrazioni sono stati premiati i vincitori del concorso "Resistenza e Resistere", organizzato dall'ANPI Mondovì: Tommaso Rossetti (4S scientifico sportivo), Alessia Naso ed Eleonora Maccagni (5S Scientifico sportivo).




















