A 77 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, ora più che mai, è necessario ricordare il sacrificio e il coraggio di coloro che hanno combattuto e hanno perso la vita durante i 20 mesi della Resistenza.
Dall’Alta Langa a Paraloup, da Bastia Mondovì a Bagnolo Piemonte, sono tanti gli itinerari da percorrere, i monumenti e i musei da visitare, a memoria delle lotte tra partigiani e nazi-fascisti nel periodo compreso tra il settembre 43 e l’aprile 1945.
La provincia di Cuneo, medaglia d’oro alla Resistenza, è stata teatro di un imponente lotta partigiana per contrastare gli invasori tedeschi e i repubblichini, responsabili di bombardamenti, rappresaglie, rastrellamenti, imboscate, eccidi che hanno provocato tanti morti sia tra i civili che tra i partigiani. Sono stati migliaia i partigiani combattenti suddivisi tra Autonomi, Garibaldini, Giustizia e Libertà, Matteotti e altri gruppi, male equipaggiati e con scarsa esperienza militare, un numero decisamente inferiore rispetto alle forze nazi-fasciste. Nella Granda si sono contati quasi duemila morti tra i partigiani, tra cui 21 donne, circa tremila i civili uccisi, tanti i paesi colpiti da rappresaglie e case distrutte.
La Festa della Liberazione, particolarmente sentita in tutta la Granda, rappresenta un momento di condivisione e incontro che offre l’opportunità di riflettere sui temi e i valori dell’antifascismo, oggi quanto mai urgenti e attuali, da ricordare e trasmettere soprattutto alle nuove generazioni.
La memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita per la pace, la libertà e la democrazia è mantenuta viva grazie ad una rete sentieristica dedicata, alla costruzione di sacrari partigiani, all’allestimento dei musei della Resistenza e alla presenza di cippi e lapidi collocati a ricordo di chi è stato barbaramente ucciso.
- Sentieri della Libertà
I Sentieri della Libertà sono itinerari che attraversano i siti che sono stati teatro di persecuzioni, eccidi, fughe e battaglie. In provincia di Cuneo ne sono stati allestiti 43, articolati intorno ai temi della guerra, della persecuzione razziale e della Resistenza e dotati di un’apposita segnaletica per consentirne la percorribilità e l’orientamento. La maggior parte di essi si trova in montagna o in collina e le tappe sono per lo più rappresentate da case, borgate, cappelle, radure, valichi, qualche piccolo paese e alcune città, luoghi significativi della Resistenza. Percorrendoli si potranno vedere i luoghi dove si svolgeva la quotidianità della vita dei partigiani, le case dove nascondevano armi e viveri, i loro ospedali clandestini, i posti di guardia, i luoghi dei più importanti scontri militari, le vie di fuga durante i rastrellamenti. Sarà possibile ripercorrere le tappe degli eccidi compiuti dai nazifascisti, visitare i sacrari partigiani e fermarsi davanti alle lapidi, alle targhe, ai cippi eretti a ricordo dei caduti.
Sono presenti in tutte le Vallate Cuneesi, a partire dalla Valle Infernotto fino alla Valle Casotto e nelle Langhe. In Valle Varaita, Verzuolo ricoprì a quel tempo un ruolo chiave, nella fabbrica Burgo si discutevano quelle idee e quei progetti di radicale rinnovamento politico e sociale che la Resistenza esprimerà nell'azione: nell'agosto 1943 la Cartiera fu teatro di importanti scioperi operai, mentre nell'aprile 1945 i partigiani proteggeranno gli impianti industriali della fabbrica dalla ritirata dei tedeschi e dei repubblichini. I sentieri che partono dalla collina alle spalle di Verzuolo permettevano inoltre alle bande partigiane di raggiungere dalla pianura molti centri della vallata evitando le più pericolose vie di pianura. I percorsi partono da Verzuolo, Costigliole Saluzzo, Venasca, da Valmala, da Rossana e da Lemma.
Le Valli Monregalesi e la Val Tanaro videro svilupparsi sul loro territorio un importante movimento partigiano composto da gruppi molto diversi tra loro, anche per ispirazione politica: dagli autonomi di Enrico Martini “Mauri” a quelli della valle Pesio e ai garibaldini.
Queste zone furono teatro della Battaglia di Pasqua e della drammatica ritirata della Divisione “Felice Cascione” in seguito ai rastrellamenti delle truppe tedesche nell’ottobre 1944. I sentieri della Libertà, a ricordo di quei drammatici episodi, partono da Valcasotto, Bastia Mondovì, Upega, Certosa di Pesio e Prea.
Nei venti mesi della lotta di liberazione la valle Maira fu presidiata dai partigiani garibaldini guidati dal comandante "Steve". Il centro dell'organizzazione fu l'intera area di Roccabruna con le sue 93 borgate costantemente presidiate e collegate tra loro dai diversi reparti della 104ª Brigata Garibaldi. I percorsi in questa valle partono da Roccabruna, Villar San Costanzo, San Damiano Macra e Cartignano.
La Valle Stura rappresentava uno dei luoghi strategici dell'intero arco alpino meridionale soprattutto per i collegamenti con la Francia attraverso il colle della Maddalena. Qui si costituirono diversi distaccamenti: a Paraloup, a Rialpo di Demonte, ad Andonno e nel vallone dell'Arma sopra Demonte. Nell’agosto del 1944 i tedeschi risalirono la valle per creare un fronte alpino contro gli americani sbarcati in Provenza e questo obbligò alla ritirata verso la Francia dei partigiani della Brigata Rosselli di Nuto Revelli. Il sentiero della Libertà a ricordo di questo momento inizia da Pianche di Vinadio. La Borgata Paraloup, diventata centro culturale grazie alla Fondazione Nuto Revelli, si trova all’interno di una fitta rete di sentieri e piccole mulattiere che collegano le varie borgate, le stesse che percorrevano i montanari e i partigiani, che oggi sono percorse a piedi. Paraloup si può raggiungere da Valloriate, dalla Borgata Chiapello della frazione Vallera di Caraglio, dalla frazione San Matteo di Valgrana, da Coumboscuro di Monterosso Grana.
Alla fine del 1944 i comandanti Giustizia e Libertà decisero di sfoltire le bande situate nelle valli cuneesi trasferendone i reparti in pianura. Alcune formazioni partigiane lasciarono le borgate sulle montagne e discesero nel fondovalle attraversando la pianura cuneese nel cuore dell'inverno e nella notte, per strade secondarie. Gruppi di partigiani raggiunsero anche Somano, in Alta Langa, dove la "Passeggiata per innamorarsi" è un tracciato di circa sei chilometri che attraversa i luoghi raggiunti dai partigiani di Giustizia e Libertà con la pianurizzazione e dove operavano anche i garibaldini e i partigiani dell’Islafran.
Alcune targhe in legno riportano frasi del comandante partigiano Nello Streri e si può vedere il luogo dove nel gennaio 1945 aerei inglesi effettuarono un consistente lancio di materiale bellico, vestiario, medicinali e generi alimentari destinati ai resistenti che operavano in queste zone. Lungo la passeggiata si possono ammirare, nella località Garombo il rifugio partigiano e il monumento alla Resistenza eretto a memoria dei partigiani G.L. che in questa zona hanno combattuto. Tra di loro c’era anche il celebre partigiano francese Luis Chabas noto come Lulù.
A Mango è stato tracciato il “Sentiero del Partigiano Jonny” nei luoghi che furono protagonisti delle vicende narrate nelle opere di Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano, sentiero che ora è ampliato e arricchito con installazioni di opere artistiche.
Mango ha accolto lo scrittore durante la guerra di Resistenza, che si consumava strenuamente su tutte le colline dall’Alta alla Bassa Langa e non solo, nel nome di una libertà da riconquistare ad ogni costo, anche della propria vita. Dopo la deludente e dolorosa esperienza presso un distaccamento di partigiani garibaldini, Fenoglio decide di passare ai badogliani o azzurri che operavano nella bassa Langa gravitando intorno ad Alba. Il comandante Nord lo assegna comandante in seconda al presidio di Mango, agli ordini di Pierre, al secolo Piero Ghiacci. E così inizia per Beppe il periodo di permanenza a Mango.
Lo scrittore Paolo Calvino propone un Cammino della Resistenza che attraversa la Granda dalla Valle Varaita alla Valle Belbo, con trenta tappe, trenta giorni di cammino attraverso i luoghi teatro di persecuzioni, fughe e battaglie. Ogni tappa racconta un pezzo di storia dei venti mesi dell’epopea partigiana. Si parte da Verzuolo e, dalla Valle Varaita, si prosegue per la Valle Maira, si passa per la Valle Grana, poi per le Valli Gesso, Ellero, Corsaglia per arrivare a Santo Stefano Belbo.
Si può percorrere un breve cammino della Resistenza anche nella Città di Cuneo, che in quel periodo ha vissuto bombardamenti, rastrellamenti, lunghi periodi di oscuramento, arresti, torture, fucilazioni e deportazioni. Il percorso può iniziare nel piazzale della Stazione dove la lapide e i fori dei proiettili ricordano la fucilazione di cinque martiri antifascisti, alcuni brutalmente torturati per ottenere informazioni. Tra di loro vi è una donna, Maria Luisa Alessi, nata a Falicetto nel 1911, staffetta partigiana in Valle Varaita, catturata in seguito a delazione. In corso IV Novembre, l’attuale Istituto Grandis era sede della Casa Balilla, i cui locali erano stati occupati dalla Brigata Nera “Ettore Muti”, corpo militare caratterizzato da mancanza di disciplina e uso della violenza nei confronti della popolazione. In corso Soleri, le Scuole Elementari erano state requisite nell’autunno del 1943 dalle Brigate Nere per installarvi camere di sicurezza, camere di tortura, corpi di guardia e alloggiamenti.
A pochi passi in quella che ora è Piazza Galimberti vi è Casa Galimberti, che era diventata il centro dell'azione antifascista a Cuneo a partire dal 26 luglio 1943, quando Duccio Galimberti dalla terrazza che affaccia sulla grande piazza di Cuneo, aveva incitato alla prosecuzione della guerra «fino alla cacciata dell'ultimo tedesco». Meno di due mesi dopo è in questa casa che si riuniscono per decidere il da farsi gli uomini che andranno a costituire una delle prime bande partigiane sulle montagne.
- Musei della Resistenza
A memoria di quanto è avvenuto sono stati creati i musei della Resistenza in molti comuni della Granda, ad esempio a Boves, a Chiusa Pesio e Rossana. Le modalità di accesso e gli orari di apertura sono riportati sui siti dei Comuni.
A Cuneo, in piazza Galimberti vi è la casa museo, donata dalla famiglia Galimberti alla Città di Cuneo, classica abitazione alto-borghese di fine ottocento-primi novecento: lo studio di avvocato del deputato e senatore Tancredi, la biblioteca, una ricca collezione di quadri e sculture, rievocano l'epopea della famiglia. Una sezione è dedicata alla vita di Duccio, figlio di Tancredi ed Alice Schanzer, personaggio di spicco del movimento antifascista, ucciso nel dicembre del 1944, ed al movimento della Resistenza.
A Boves il Museo della Resistenza in via Marconi è dedicato alla memoria della resistenza italiana ed in particolare a quella bovesana. In esso è esposta la raccolta dal titolo “Impressioni – Momenti di vita partigiana”, composta da 150 quadri, tra disegni, pastelli ed olii, eseguiti dal vero dalla pittrice Adriana Filippi, nel tempo e sul luogo dell’azione partigiana con i personaggi operanti sulla Bisalta tra l’8 settembre 1943 e l’aprile 1945. Adriana Filippi, Cavaliere al Merito della Repubblica, ha vissuto per due volte le molteplici vicende, prima come partigiana, poi come artista tra i partigiani, impressionando su tela, con tocco estremamente sensibile, momenti tragici di quell’infausto periodo di dominazione nazifascista. Il museo ospita alcuni cimeli di guerra, documenti, testi, medaglie, gagliardetti ed altro materiale vario donati alla comunità bovesana dalle numerose delegazioni che periodicamente omaggiano la città martire decorata con medaglia d’oro al valor militare e civile.
L’Eco -museo della Resistenza “Il Codirosso”, trasferito da Lemma a Rossana, è distribuito su tre sale ricche di reperti e documentazione della lotta partigiana della vallata. Sarà visitabile lunedì 25 aprile, e lo spazio esterno verrà attrezzato per ospitare il picnic all’aperto, musica, balli e discorsi di pace. Dalle 10, a gruppi di 5 persone alla volta, sarà possibile visitare la grotta che fu rifugio della Volante Garibaldina. Il Museo conserva al suo interno centinaia di reperti storici originali, accuratamente raccolti negli anni da Riccardo Assom, donati al Museo da parte dei partigiani stessi o dai loro famigliari. Armi, divise, libri, ma anche disegni, testimonianze audio e interviste costituiscono la collezione museale e ampliano il bagaglio della memoria collettiva rossanese e nazionale.
A Chiusa Pesio, oggi, lunedì 25 aprile, al Museo della Resistenza “I sentieri della Memoria” saranno esposti materiali storici inediti. Sarà aperto dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. Il Museo è costituito da decine di immagini che si riferiscono alle vicende partigiane nelle valli Pesio, Ellero, Maudagna, Corsaglia e Josina. Molte di esse vennero scattate da don Giuseppe Bruno, giovane cappellano partigiano che aveva la passione per la fotografia, ma la maggior parte fu opera di sconosciuti fotografi d’occasione, non professionisti. Si tratta di fotografie che documentano numerosi momenti di vita partigiana, dagli spostamenti sulla neve alla celebrazione di riti e messe, dal recupero di paracaduti e materiali aviolanciati dagli Alleati alle ore di riposo tra un’azione e l’altra. Ogni immagine è accompagnata da annotazioni circa la sua provenienza, il contesto in cui è stata scattata, la data, l’autore.
- Sacrari partigiani
A pochi passi dalla Certosa di Pesio si trova il Sacrario Partigiano, dove una lapide ricorda Ignazio Vian, medaglia d’oro al valor militare, comandante partigiano che combatté sulla Bisalta, catturato e impiccato a Torino. Il sacraio è stato edificato a partire dall’estate 1945 e vi si accede attraverso una scalinata in pietra che porta ad una semplice cappella.
A Bastia Mondovì il sentiero “Storia e memoria delle formazioni autonome” ha come tappa il Sacrario di San Bernardo che, inaugurato nel 1947 e voluto dal comandante “Mauri”, custodisce sul sagrato della chiesa i resti di sette caduti della guerra di Liberazione. Sulle lapidi del vialetto sono scolpiti i nomi di oltre 800 caduti della lotta di Liberazione che, dal settembre 1943 all’aprile 1945, persero la vita nelle valli Casotto, Corsaglia, Ellero ed in tutte le Langhe. Tra essi molti stranieri. Venne eretto sulla collina più alta del territorio con una vista spettacolare sul territorio circostante e si può raggiungere anche a piedi da Bastia. L’opera fu finanziata con i contributi di vari Enti ma soprattutto grazie alla collaborazione di molti volontari e fu inaugurato il 14 ottobre 1951, dal Capo del Governo Alcide De Gasperi alla presenza di numerose autorità politiche, militari e religiose giunte per l’occasione da ogni parte d’Italia.
Per saperne di più sui percorsi e sui luoghi citati:
Guida "I sentieri della Libertà in Provincia di Cuneo", a cura di Piermario Bologna, Piùeventi edizioni, Cuneo, 2011.
Calvino Paolo “Il Cammino della Resistenza”, Fusta Editore, Saluzzo, 2021
https://turismo.unionemonregalese.it/itinerari-partigiani-nel-monregalese
www.istitutoresistenzacuneo.it
www.memoriadellealpi.org
www.stradememoriepartigiane.it




