Perdere brucia sempre, ma il giorno dopo ti accorgi che lo spettacolo alla quale hai assistito è stata comunque una grande festa.
Ritornare in trasferta dopo tanti anni rivedendo negli occhi di tifosi, dirigenti e sponsor quel misto di speranza ed entusiasmo che caratterizza l'anteprima del grande evento (che avevi quasi dimenticato), non ha eguali.
Speranza ed entusiasmo alla fine lasciano sempre il posto alle lacrime. Di gioia quando vinci, oppure di delusione e sconforto se le cose non finiscono nel modo in cui credevi, o semplicemente avevi sperato andassero.
Come sempre uno festeggia, l'altro spiega. Ieri sera è toccato a Reggio Emilia brindare alla Superlega di fronte al proprio pubblico. Ed è giusto così.
La squadra allenata da coach Vincenzo Mastrangelo in questa serie di Finale si è dimostrata più quadrata e matura rispetto a Cuneo, che invece ha evidenziato le fragilità mentali, ma spesso anche tecniche, di un gruppo non ancora pronto a certi confronti. Non a caso l'ultimo ad arrendersi è stato il capitano, Iacopo Botto, l'unico "rodato" al ritmo serrato dei playoff.
Le sue lacrime a fine partita sono lo specchio di quanto, comunque e tutti insieme, questi ragazzi tenessero a regalare alla gente di Cuneo ciò che spetta a pieno diritto: la Superlega.
Da queste lacrime si deve ripartire. Piedi ben saldi a terra, testa bassa e lavorare facendo (anche) tesoro degli errori commessi, inevitabili in una società nata formalmente appena quattro anni fa.
E chissà, alla fine il sogno sfumato di conquistare la Superlega al primo tentativo si potrà trasformare in solida base per raggiungere traguardi importanti.




