Stefania D’Ulisse, medico 56enne cuneese, mamma di una ragazza di 19 anni, è candidata al Consiglio Comunale del capoluogo con il gruppo Cuneo Solidale Democratica, a sostegno di Patrizia Manassero.
L’attenzione alla salute dei cittadini ed in particolare dei più fragili, anche in virtù delle esperienze maturate nel corso della sua vita professionale, rappresenta il focus che ne orienterà l’impegno politico in caso di elezione.
- Perchè ha deciso di candidarsi alla carica di consigliera comunale a Cuneo?
“Quando mi è stata proposta la candidatura per il consiglio comunale di Cuneo con la lista Cuneo Solidale ci ho pensato un po’, prima di rispondere in modo positivo e convinto. L’impegno mi spaventava, sia dal punto di vista politico /amministrativo (“Sarò in grado? È stato il mio primo pensiero”), sia per il timore di non aver tempo sufficiente. Io lavoro dal 1994 in ospedale e dal 2001, orgogliosamente, nel nostro ospedale S.Croce e Carle e, nella testa e nel cuore, mi sento una mamma e poi un medico. Svolgo con passione ed impegno il mio lavoro che è appagante e richiede empatia per potersi confrontare ogni giorno con i mille volti della fragilità umana. Ma è anche totalizzante e lascia poco tempo libero. Successivamente ho realizzato come sia stimolante per me e, forse, di aiuto per gli altri, la possibilità di dare il mio apporto da persona competente per tutelare la salute di tutti, con un occhio attento anche al nostro Ospedale, alla medicina del territorio ed alle gravi disabilità, realtà che conosco poco e per cui vorrei impegnarmi di più."
- Da quali esperienze intende partire?
"Dalle mie esperienze personali di medico, madre e cittadina. Da medico ho toccato con mano le difficoltà di tanti nel trovare supporto prima o dopo il contatto ospedaliero. Penso, per esempio, alle cure domiciliari e territoriali che andrebbero potenziate per poter garantire assistenza mirata e prolungata ed a tutta una serie di servizi in cui l’Amministrazione Comunale può avere funzione di indirizzo. Da madre ho sperimentato la difficoltà di conciliare il lavoro – soprattutto per le donne come me legate ai turni – con la cura della famiglia e dei figli e la ricaduta del periodo pandemico sulla vita dei nostri ragazzi. Da cittadina ho fatto i conti con gli ostacoli di una macchina burocratica talvolta lunga e macchinosa."
- Che cosa pensa di fare e proporre se eletta?
"Da consigliere, se sarò eletta, mi impegnerò e mi batterò affinché i servizi assistenziali rispettino la dignità delle persone e sia perseguito il bisogno di salute di tutti, inteso non solo come assenza di malattia ma come uno stato psicofisico di benessere. Questo all'interno di una città solidale attenta alle esigenze di tutti e che non lascia indietro nessuno."





