“Una serie di relazioni tecniche ci hanno fatto dire che il cosiddetto “Piano Magni” (che prevedeva il recupero degli immobili, sedi degli attuali ospedali di Savigliano e Saluzzo) era inattuabile. Avremmo dovuto spendere un centinaio di milioni di euro solo soltanto per gli adeguamenti antincendio e antisismico, quando con poco più del doppio si può realizzare un nuovo ospedale con tutti i criteri di modernità, oggi imprescindibili, compreso il risparmio energetico”.
L’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, intervenuto a Savigliano a dare manforte al candidato sindaco del centrodestra, Gianluca Zampedri, appoggiato dal suo partito, la Lega, ha fatto il punto sulla prospettiva della rete ospedaliera della Granda evitando accuratamente di farsi coinvolgere nelle polemiche scaturite tra Cuneo e Alba nelle scorse settimane.
Introdotto dal consigliere regionale saviglianese, suo collega di partito, Matteo Gagliasso, e dal capogruppo in Consiglio comunale, Marco Racca, l’assessore ha offerto una serie di dati, oggetto del lavoro della società Agm, incaricata dello studio redatto con i fondi messi a disposizione dalla Fondazione CrCuneo.
“I finanziamenti ci sono per tutti i nuovi ospedali, tant’è – ha assicurato per confutare la tesi degli scettici – che le cifre sono già state inserite nella Gazzetta Ufficiale”.
L’ospedale del quadrante Nord-Ovest (o di pianura che dir si voglia), destinato a servire i circa 60 Comuni facenti capo alle zone saviglianese, saluzzese e fossanese, sarà un ospedale “spoke” di primo livello.
Gli ospedali “spoke” – secondo le indicazioni del Ministero della Salute – sono strutture sanitarie con bacino d’utenza compreso tra le 150 mila e le 300 mila persone, dotati di dipartimenti di emergenza e accettazione.
Icardi ha spiegato che è stato previsto per 325 posti, a fronte dei 316 di Verduno, con 8 sale operatorie, 4 sale parto, 34 ambulatori e, soprattutto, dotato del servizio di Emodinamica, fondamentale per affrontare le acuzie cardiache.
“Le Emodinamiche in provincia – ha affermato l’assessore – saranno aumentate di un’unità rispetto alla situazione attuale: una sarà a Cuneo, una a Verduno e un’altra a Savigliano”.
La nuova struttura ospedaliera di pianura sorgerà su una superficie di circa 56 mila metri quadri.
Due, ad oggi, le ipotesi per quanto concerne la localizzazione, entrambe esterne all’abitato di Savigliano dal momento che nei pressi dell’attuale insediamento del Santissima Annunziata lo spazio si è rilevato insufficiente.
Le due opzioni, ancora oggetto di verifica, sono comunque nel territorio del Comune di Savigliano, sulla direttrice verso Saluzzo: una poco fuori l’abitato, l’altra nei pressi dello stabilimento Sekurit Saint Gobain a ridosso della ex provinciale 662.
L’ultima parola – dopo un ulteriore approfondimento sull’individuazione del sito da parte di Ires, Asl e Regione – verrà dal Consiglio regionale.
“Una decisione – ha spiegato Icardi – che ho voluto io stesso per dare maggior vigore al progetto”.
L’assessore ha spiegato che le attuali sedi ospedaliere di Savigliano e Saluzzo non verranno abbattute, né avranno altra destinazione da quella sanitaria perché diverranno sedi delle Case della Salute, con ambulatori dei medici di base, specialistici e saranno anche sede dei servizi socio-assistenziali, mentre l’ospedale sarà riservato esclusivamente alle “acuzie” riducendo al minimo i giorni di ricovero.
Sui tempi di realizzazione, l’assessore ha parlato di circa 7 anni, vale a dire che, se non si frapporranno intoppi insormontabili, volendo essere ottimisti, si potrebbe immaginare l’entrata in funzione entro il 2030.
“Il rischio maggiore – ha spiegato – è legato al possibile ricorso delle ditte escluse. Il nostro sistema degli appalti – ha messo le mani avanti l’assessore – rappresenta l’ostacolo più arduo da superare perché è quello che, in molte circostanze, dilata i tempi. Valuteremo comunque la possibilità di procedere con la formula mista pubblico-privato, che, sotto questo aspetto, offre maggiori garanzie circa la tempistica”.







