Stato di agitazione con blocco degli straordinari e delle flessibilità. E’ quanto proclamato dalle segreterie provinciali delle sigle Fai-Cisl e Flai-Cgil e dalle Rsa di stabilimento della Biraghi di Cavallermaggiore, che denunciano come la riunione tenuta lo scorso 31 maggio per arrivare alla definizione di accordo per la contrattazione aziendale di secondo livello abbia avuto come esito la decisione unilaterale dell’azienda di non proseguire le trattative intavolate da alcuni mesi per conto dei circa 180 addetti della storica azienda casearia, annunciando per i prossimi giorni assemblee di stabilimento per decidere "altre azioni di mobilitazione e le relative modalità di attuazione".
"Dopo mesi di riunioni e con un impianto di accordo pressoché raggiunto – rimarcano le due sigle degli alimentaristi per bocca dei referenti provinciali Andrea Basso per Flai Cgil e Antonio Bastardi per Fai Cisl –, l’azienda frena e dichiara la propria indisponibilità a proseguire la trattativa". Una posizione che descrivono come "totalmente incomprensibile, poiché tutto lasciava presagire che finalmente anche la Biraghi potesse dare un segnale di particolare considerazione nei confronti dei propri dipendenti".
"Le richieste contenute nell’ipotesi di accordo aziendale – proseguono – sono basilari, non ambiziose o pretenziose, richiedono un minimo e giustificato sforzo economico accompagnato da interventi mirati sulla sicurezza che realizzino concretamente le enunciazioni di questi anni".




