Torna a parlare di sicurezza l'ex questore di Cuneo Giuseppe Pagano. In pensione dal 2018, ha passato una vita in Polizia. Conosce bene il tema della sicurezza pubblica ma quello sul quale vorrebbe impegnarsi, in caso di elezione, è quello della sicurezza urbana.
Candidato per il Partito Democratico alle prossime amministrative di Cuneo, ha proposto di istituire un osservatorio proprio sul tema, partendo dal fatto che la sicurezza urbana è un bene sociale. Non rientra nella sfera della delinquenza, ma può diventarlo. E' un'area grigia, a volte difficile da interpretare, che richiede di essere affrontata coinvolgendo più soggetti, a partire dai cittadini e dai loro referenti di area o di frazione.
"I cittadini sono una sentinella, una vera risorsa in tema di sicurezza, perché conoscono la zona in cui vivono meglio di chiunque altro e pretendono di goderne in sicurezza. Per questo sono attenti. Non devono diventare delatori o sbirri, ma contribuire ad evidenziare anomalie o situazioni che potrebbero destare allarme, prima che travalichino diventando un problema di sicurezza pubblica", spiega Pagano.
L'osservatorio mira a coinvolgere più soggetti, comprese le associazioni di categoria e alcuni assessorati, oltre alle associazioni del terzo settore e, ovviamente, i referenti di quartieri e frazioni. "Lo scopo di questa mia proposta è quello di agire in una realtà in continuo cambiamento, di gestire le criticità prima che sfocino in possibili fenomeni di delinquenza. Tra le priorità, la mala movida, un ambito dove i comportamenti possono facilmente sfociare in comportamenti punibili dalla legge. Oppure la questione di corso Giolitti, che richiede una particolare attenzione. C'è molto lavoro da fare, la sfida è importante e richiede di essere gestita da chi conosce da dentro il tema della sicurezza. E' una parola abusata, sulla quale c'è grande confusione. Le amministrazioni spesso vengono attaccate su ambiti che non sono di loro pertinenza. Ecco perché è importante sapere quali sono i confini della sicurezza urbana e agire al loro interno, prima che li travalichino diventando problemi di sicurezza pubblica", conclude Giuseppe Pagano.





