Sono 15 i comuni della Granda che sono riusciti ad accere ai finanziamenti del bando PNRR dedicato ai "boghi": si tratta per il cuneese di 13.905.500 euro di fondi nazionali dedicati alla rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi e dei siti rurali e religiosi.
I progetti svolti anche in forma associata tra enti locali hanno premiato i comuni di Macra e Celle di Macra che hanno candidato un piano comune ottenendo 2.080.000 euro; Rossana e Costigliole Saluzzo ai quali sono stati 2.080.000 euro; Bagnasco, Nucetto e Ormea riceveranno 2.545.500 euro; Pradleves e Monterosso Grana 2.080.000 euro; Roccabruna, Cartignano e San Damiano Macra saranno finanziati con 2.560.000 euro mentre Piea, Neviglie e Guarene hanno ottenuto 2.560.000 euro.
"Siamo molto contenti e soddisfatti di questo risultato - commenta Giorgio Ferraris sindaco di Ormea, comune capofila del progetto, redatto insieme a Nucetto e Bagnasco - "soprattutto perché siamo tra i pochi comuni in Granda ad aver avuto accesso al finanziamento, superando la selezione prevista dal bando del mInistero della Cultura, che consentirà di valorizzare ancora di più le peculiarità del nostro territorio e intervenire per promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale".
Il progetto è composto di più anime: dal recupero degli edifici sulla linea ferroviaria Ceva-Ormea (stazioni, magazzini, ndr), alla riqualificazione dei beni storici presenti sulla tratta come i musei (quello ferroviario a Nucetto ed etnografico ad Ormea), ma anche le vestigia dei castelli, in modo da renderli fruibili al pubblico. Completa il progetto l'aspetto naturalistico: si prevede infatti di creare una rete di sentieri che permetta di godere dei beni artistici locali.
“Grazie alla capacità di programmazione dei nostri sindaci ed al sostegno della Regione - avevano commentato in una nota il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Turismo e Commercio Vittoria Poggio - il Piemonte è riuscito a mettere un’altra freccia al proprio arco intercettando risorse nazionali dedicate al recupero dei piccoli borghi e dei siti rurali. Il 10% dei progetti finanziati sono infatti i piemontesi. I nostri borghi, se valorizzati, sono tesori in grado di alzare l’asticella della qualità della vita di chi ci vive e di diventare attrattivi per il turismo. Un risultato importante, che dimostra la competenza del Piemonte nell’intercettare le risorse che servono a rimettere in moto l’economia e il turismo”.





