In attesa di capire che cosa succederà oggi in Senato, dove il Movimento 5 Stelle minaccia la rottura che potrebbe aprire la crisi di Governo e portare ad elezioni anticipate a stretto giro, abbiamo messo a confronto i risultati delle ultime elezioni a valenza politica, senza cioè considerare le consultazioni amministrative (comunali e regionali).
A nostro sommesso parere, infatti, queste ultime richiedono una diversa chiave di lettura e pertanto non sono paragonabili.
Prendiamo dunque in esame le elezioni politiche nazionali del 2013 e 2018 e quelle europee del 2014 e 2019, limitandoci ai dati della provincia di Cuneo.
LEGA
Alle politiche 2013 la Lega aveva ottenuto il 7,25%; alle europee dell’anno successivo (2014) il 10,30%; alle politiche 2018 il 27,40%; alle europee 2019 il 43,94%.
MOVIMENTO 5 STELLE
Il Movimento 5 Stelle è passato dal 26,32% delle politiche 2013 al 9,59% delle europee 2019. Alle europee 2014 aveva ottenuto il 18,20%; alle politiche 2018 una percentuale oscillante tra il 22,36 % (collegio camerale di Cuneo) e il 23,11% (collegio di Alba).
FORZA ITALIA
Forza Italia nel 2013 era stato il partito trainante di quello che allora si chiamava Pdl, che nella Granda aveva ottenuto il 19,60%. Alle europee 2014 FI era scesa al 18,20% ; alle politiche 2018 al 13,53%; alle ultime europee (2019) ha registrato un’ulteriore emorragia che l’ha portata sotto la soglia del 10% (9,80%).
FRATELLI D’ITALIA
Fratelli d’Italia ha avuto nel Cuneese un trend di crescita più modesto che altrove. Alle politiche 2013 il 4,44%; alle europee 2014 il 5,8%; alle politiche 2018 il 4,80% e alle europee 2019 il 6,05%.
PARTITO DEMOCRATICO
Il Partito Democratico la miglior performance elettorale, mai ottenuta da una forza politica di centrosinistra nella Granda, l’aveva ottenuta alle europee del 2014 quando segretario era Matteo Renzi. Con il 36,6% il Pd era risultato il primo partito nella Granda. Alle politiche 2013 aveva avuto il 20,37%; alle politiche 2018 il 18,30%; alle europee 2019 il 20,14%.
Irrilevanti, ai fini dell’analisi che ci siamo prefissi, i consensi ottenuti dalle forze politiche minori, alcune delle quali per altro ora scomparse dalla scena politica.
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Ai numeri e alle percentuali dei partiti aggiungiamo l’elenco di deputati e senatori espressi nella nostra provincia.
Sono 8 i parlamentari cuneesi eletti alle ultime politiche del 2018: 5 deputati e 3 senatori.
Nei due collegi uninominali della Granda alla Camera: Flavio Gastaldi (Lega, Cuneo-Saluzzo-Savigliano) ed Enrico Costa (allora Ncd, Alba-Mondovì-Fossano).
In quello al Senato, che ricomprendeva i Comuni dell’intera provincia, Marco Perosino (Forza Italia).
Nel collegio plurinominale del Piemonte 2 alla Camera: Fabiana Dadone (5 Stelle, attuale ministro della Politiche Giovanili), Chiara Gribaudo (Pd) e Monica Ciaburro (FdI, subentrata a Guido Crosetto, dopo le dimissioni di quest’ultimo da Montecitorio).
Al Senato, sempre nel collegio plurinominale, Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Mino Taricco (Pd).
Se si votasse a stretto giro di posta, a quali forze politiche i cittadini-elettori della Granda indirizzerebbero la loro preferenza? E quanti resterebbero i parlamentari cuneesi dopo il taglio confermato dal referendum costituzionale?
È appena il caso di ricordare che, se già prima appariva difficile la modifica della legge elettorale, in caso di elezioni anticipate a breve scadenza, questa non è ipotizzabile.
Ragion per cui si voterà con collegi uninominali territorialmente molto più ampi rispetto ai precedenti: un’ulteriore incognita per la rappresentanza cuneese.





