Saluzzese - 06 settembre 2022, 15:11

Dagli Usa per sposarsi in Granda: "Qui mia madre fu messa in salvo dai nazisti"

Cerimonia a Saluzzo. Domenica 4 settembre al Colle della Finestra per la 24° marcia di Attraverso la Memoria che ricorda l’esodo di 1000 ebrei elle valli cuneesi. La mamma di Dan fu salvata dalla solidarietà della gente di montagna

Dan Fajersten e Victoria Sawna sposi a Saluzzo

Dan Fajersten e Victoria Sawna sposi a Saluzzo

 

Dan Fajersten e Victoria Sawna, americani di Chicago, si sono detti "sì" a Saluzzo, venerdì scorso all’hotel Poggio Radicati, in una cerimonia officiata dal sindaco Mauro Calderoni, a cui hanno partecipato amici e parenti giunti dagli Usa, come da Israele e alcuni paesi d’Europa.

Presenti amici saluzzesi, tra i quali Sandro Capellaro e sua moglie Piera che entrano nella storia della loro scelta. Con loro e altre 200 persone, domenica 4 settembre hanno partecipato alla marcia di "Attraverso la memoria", 24° edizione. 

E’ l’iniziativa in ricordo dell’esodo di mille profughi ebrei dal paesino francese di Saint Martin Vésubie verso le valli Cuneesi, attraverso i Colli Ciriegia e Delle Finestre per sfuggire allo sterminio nazifascista. In quella fuga c’erano anche Gitta e Chaya Horowitz, due sorelle salvate con la loro madre dalla persecuzione, grazie al coraggio e all’accoglienza degli abitanti della valle Gesso.

Dan è il figlio di Gitta che ora ha 92 anni e nipote di Chaya.

La cerimonia saluzzese è il ringraziamento alla terra a cui devono la vita e a chi opera per mantenere la memoria dell’esodo.

"Victoria ed io volevamo che questo inizio di vita insieme avesse un significato importate per i nostri progetti comuni – racconta Dan, 61 anni avvocato- e abbiamo pensato che il Piemonte, Saluzzo e le Alpi cuneesi fossero il luogo più consono. 

Qui mia mia madre è riuscita a fuggire  ai nazisti, aiutata dal parroco don Francesco Brondello (“Giusto tra le Nazioni’’) che accudiva centinaia di ebrei nelle valli alpine e da una persona del luogo, Andreina Blua che diede rifugio alla mia famiglia materna".

Alla donna è intitolato un prestigioso riconoscimento internazionale dell’associazione americana “Psychologists for Social Responsibility” dedicato a chi ha opera in aiuto degli altri.

Legati allo stesso valore i neosposi hanno voluto che il loro matrimonio si celebrasse tra persone che hanno amore verso il prossimo, facendo proprio l’impegno di chi, come Gigi Ferraro, ideò 24 anni fa a Saluzzo la marcia di Attraverso la memoria, per quello scopo, opera continuata da Sandro Capellaro e da sua moglie Piera.

“A loro io e la mia famiglia dobbiamo eterna gratitudine per aver mantenuto viva la storia di mia madre e l’esperienza della sua famiglia, della tragedia degli ebrei, dell'eroismo e della perseveranza, dell'amore e della speranza per l'umanità. Contro la discriminazione. Spero di portare  le stesse lezioni insegnate da loro ai nostri figli, nipoti, amici e alla nostra comunità".

Aggiunge la moglie Victoria:“Mia figlia Chloe è morta quando aveva nove anni. Anche a quell'età, e mentre era malata, aveva un desiderio ultraterreno di aiutare gli altri, non importa chi fossero".

Salendo al colle Delle Finestre i neo sposi hanno contribuito rendendo nota la loro storia personale a dare un plus valore all’iniziativa che unisce italiani e francesi e persone di varie nazionalità.

“Una sera Dan disse che aveva un'idea su un posto per sposarsi. Pensava che Saluzzo sarebbe stato perfetto per portare le cose al punto di partenza, poiché se non fosse stato per  la gente del luogo e Don Brondello non sarebbe qui oggi. Saluzzo avrebbe inoltre chiuso il cerchio, perché la Marcia di Attraverso la Memoria è nata da una idea di Gigi Ferraro, saluzzese condivisa dai suoi amici.

I colli avrebbero dovuto continuare a segnalare e a ricordare il passaggio dei circa mille profughi ebrei che cercavano solo un luogo dove poter vivere. E questo è un messaggio di dolore ma anche di accoglienza da parte delle popolazioni di queste montagne che ci può insegnare molto ancora oggi".

L’addio al nubilato per Victoria si è svolto nelle Langhe; mentre Dan ha scelto Pian Muné per salutare il celibato.

Ripartiti oggi da Saluzzo faranno tappa a Bossolasco dove hanno già conosciuto la scultura L’Angelo dell’Alta Langa, opera di tre metri e mezzo di altezza in alluminio che è il simbolo del legame tra passato e futuro e che si posa come incoraggiamento a proseguire nel cammino della solidarietà.

 

Vilma Brignone

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