Sanità - 14 settembre 2022, 16:03

Cuneo, i consiglieri contro la Regione: "Sull'edilizia sanitaria si naviga a vista. Serve chiarezza e condivisione"

In consiglio l'ordine del giorno di Stefania D'Ulisse. Manassero: "Da parte nostra nessun tentennamento. Ma se si ritarda il progetto si lascia alla città una struttura obsoleta"

Cuneo, i consiglieri contro la Regione: "Sull'edilizia sanitaria si naviga a vista. Serve chiarezza e condivisione"

"La politica Regionale, sino ad oggi, ha detto tutto e il contrario di tutto, con un atteggiamento pressapochista e superficiale. Mi sembra si navighi a vista, ma qui non si vendono frittelle, si parla della salute dei nostri concittadini: chi ha incarichi così prestigiosi non può dire una cosa e smentirla l’indomani".

Anche dopo al discussione tenuta lunedì 12 settembre è unanime il senso di delusione e di preoccupazione da parte del consiglio comunale di Cuneo nei confronti dell'assessorato regionale alla sanità rispetto alle ultime notizie sulle modalità di finanziamento del nuovo ospedale unico della città: qualche settimana fa, com'è ormai noto, in un incontro con la sindaca Patrizia Manassero l'assessore regionale Luigi Icardi ha messo sul campo l'ipotesi di procedere non più con fondi INAIL ma tramite partenariato pubblico-privato.

D'Ulisse: "Si vigili su eccellenza delle prestazioni attuali"
Se le parole in apertura sono del consigliere Erio Ambrosino - autore di uno tra gli interventi più duri - a presentare l'ordine del giorno congiunto di tutte le forze di maggioranza è stata Stefania D'Ulisse.

"Quel che l’assessore Icardi ha espresso nelle scorse settimane ci preoccupa abbastanza, così come preoccupa la sindaca - ha detto - . Siamo tutti per la sanità pubblica ‘senza se e senza ma’ e rileviamo scarsa chiarezza: chiediamo che si vigili sulla qualità eccellente delle prestazioni sanitarie dell’attuale ospedale cuneese, e che si organizzi un dibattito aperto che coinvolga l’intero consiglio comunale".

I consiglieri contro la Regione: "Confusione e cambi di rotta. Serve chiarezza"

In generale tutti i consiglieri hanno ripreso e sostenuto le parole di D'Ulisse. Con interventi, come visto, più o meno accalorati.

"Da parte della Regione solo confusione, pasticci e cambi di direzione repetini, su cui ora non si può più tacere - hanno detto oltre ad Ambrosino anche Vincenzo Pellegrino e Antonino Pittari - ; servono certezze sulla politica sanitaria regionale, che ci sembra essere il vero, grande, malato piemontese. A gennaio Icardi confermava l'esistenza delle risorse, abbiamo torto a sentirci presi in giro?"

Luciana Toselli: "Come si può pensare di mantenere l’eccellenza di un ospedale costruendone un altro invece di mettere in sicurezza quello già esistente? Non possiamo aspettare dieci anni a dotare il territorio di una medicina funzionante".

Particolarmente incisivi gli interventi di Beppe Lauria e Giancarlo Boselli.

"Condivido il senso di preoccupazione di D'Ulisse ma non si può non rilevare come il percorso delle commissioni temporanee speciali degli ultimi anni sia stato viziato dalla presenza di un’associazione privata, che vedeva il sindaco e presidente della Provincia all’interno, e dal suo commissionare la risposta a un’esigenza pubblica - ha detto il primo - : la commissione ha adottato il risultato di questo studio privato senza che nella realtà ci sia mai stata una vera e propria analisi. Insomma mentre noi abbiamo discusso e discutiamo qualcun altro, che risponde ad altre regole, procede per la sua strada".

Boselli ha rivolto invece alla sindaca, direttamente, le proprie critiche: "Se i fondi INAIL ci sono perché non si prosegue direttamente per questa strada? Il sospetto è che arrivare alla soluzione privata fosse l’intenzione sin dall’inizio. Una situazione incredibile nella quale la sindaca, per eccesiva pazienza o incapacità di affermare il proprio ruolo, viene richiesta da un ordine del giorno tardivo della propria stessa maggioranza di fare la sindaca".

"Il dibattito non riguarda nemmeno più l’ubicazione o l’ospedale in sé ma addirittura se ci siano i soldi per realizzarlo o meno. Chiaro ci sia stato, negli ultimi anni, un patto di non ingerenza tra Regione e amministrazione Borgna, ma adesso 'strizzate'. Davanti a tutta la città state facendo la figura dei babbioni" ha concluso Boselli.

Manassero: "Se ci resterà un ospedale obsoleto sarà colpa di chi ha frenato il progetto"
La sindaca Manassero ha risposto per le rime, sottolineando con ironica stima le capacità dialettiche del capogruppo degli Indipendenti: "Facile, con le parole, rigirare qualunque informazione. Io da questo ordine del giorno, che ritengo molto importante all’inizio del mandato amministrativo, non rilevo tentennamenti miei o della maggioranza: quel che dico e che abbiamo sempre detto è che dobbiamo insistere nel chiarire, a chi è responsabile del progetto del nuovo ospedale e della sua realizzazione, che il nosocomio lo vogliamo".

Manassero ha chiarito che l'ospedale, lei, lo vorrebbe "domani e con fondi pubblici", e che se fosse nell'ASO o nella Regione andrebbe alla ricerca di fondi nazionali da accostare a quelli dell'INAIL.

"Concordo con le riflessioni che slegano la costruzione del nuovo ospedale dalla risoluzione dei problemi della sanità del territorio, ma se nemmeno proviamo a pensarla ci troveremo presto con una struttura inadeguata - ha poi concluso - . Vogliamo davvero bloccare il progetto? Ritardarlo di cinque o dieci anni, tornare indietro? Se sì dobbiamo riconoscere il fatto che l'ipotetica bambina nata questa sera al Santa Croce avrà, tra vent’anni, un ospedale fatiscente e obsoleto. E la colpa sarà di chi ha premuto il freno".

Simone Giraudi

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