Buone le prospettive dell’export italiano, che quest’anno crescerà in valore del 10,3% e sfiorerà nel 2023 i 600 miliardi di euro: risultato che permetterà all’Italia di consolidare la propria posizione all’interno dei mercati internazionali, mantenendosi all’ottava posizione tra i paesi che esportano di più al mondo.
È quanto emerge dall’ultima recensione sull’export di SACE, in cui si evidenzia il balzo delle vendite del Made in Italy all’estero, pari ad un +19,9%: secondo le opinioni degli esperti questo è dovuto anche all’ottimo andamento del comparto turistico, che oggi corrisponde al 9,1% del Pil.
Le opinioni sulla crescita dell’export italiano contenute nella recensione sembrano confermare i commenti di Co.mark, l’azienda specializzata nei servizi di consulenza per l’estero, che aveva previsto trend positivi per le vendite oltreconfine delle merci italiane, incentivate dagli interventi nazionali a supporto dello sviluppo delle attività imprenditoriali.
Il dinamismo del tessuto industriale italiano e la sua capacità di raggiungere nuovi traguardi, insieme alla qualità delle eccellenze locali, ribadisce Comark, hanno reso il Made in Italy competitivo e appetibile al di fuori dei confini nazionali.
I commenti contenuti nella recensione SACE analizzano l’approccio adottato dalle aziende italiane nei confronti delle vendite all’estero: si rafforza l’opinione che vede nella resilienza delle nostre imprese l’elemento che ha permesso di vincere le sfide nei mercati globali. La continua ricerca di nuove destinazioni in cui vendere i prodotti del Bel Paese, unita al consolidamento della propria posizione nei mercati strategici, è la strada da seguire per il futuro.
Come viene confermato nelle recensioni di Co.Mark, le strategie sia export che digitali messe in campo dalle imprese ne hanno consolidato la posizione competitiva all’interno dei mercati più dinamici, come gli Stati Uniti, e rispetto ai più importanti partner commerciali europei, come la Germania e la Francia. Successo reso possibile anche dall’aumento generale dei prezzi e del valore del dollaro: quest’ultimo ha permesso di esportare nel mercato americano a prezzi inferiori rispetto al passato, generando un aumento delle marginalità. Analisi ribadita anche dai commenti di SACE sull’export nazionale, in cui si conferma che la crescita a due cifre delle esportazioni è stata influenzata più dall’aumento dei prezzi che dai volumi di prodotti venduti.
Il buon andamento dell’export proseguirà anche nel prossimo anno, raggiungendo un +9,8%, dato che permetterà di recuperare e superare i livelli del biennio precedente. Tra i settori che influiranno maggiormente sulle performance di crescita l’agroalimentare: secondo l’opinione di Coldiretti, infatti, il totale delle esportazioni di food Made in Italy dovrebbe raggiungere a fine anno un valore pari a 60 miliardi di euro.
Analizzando i commenti sui principali mercati di sbocco delle merci nazionali, spiccano inoltre le opportunità derivanti dalle economie emergenti: è infatti opinione diffusa che le nostre imprese debbano modulare le proprie strategie di internazionalizzazione verso gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita e l’India, in cui si prevedono per il futuro nuovi piani di investimento pubblico e partnership con il tessuto imprenditoriale del Bel Paese. Orientamento confermato anche dai commenti diffusi dall’Ambasciata italiana in India, che pone l’accento sull’importanza di stabilizzare l’attuale livello di interscambio commerciale tra i due paesi, consolidando la posizione dell’Italia, attualmente terzo partner indiano tra i Paesi UE.
Le PMI italiane hanno gli strumenti e le competenze per affrontare le future sfide dei mercati internazionali, la strada giusta per continuare ad aumentare la propria competitività ed aumentare le vendite nelle aree strategiche.





