Politica - 31 ottobre 2022, 07:25

Mondovì il PD sulle modifiche statutarie: "Auspichiamo che lo spirito di collaborazione diventi concreto"

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri del centrosinistra, in relazione alle variazioni allo statuto

I consiglieri Morandini e Oreglia

I consiglieri Morandini e Oreglia

A conclusione della vicenda “modifica allo statuto comunale”, come Circolo monregalese del Partito Democratico riteniamo opportuno spendere una parola di valutazione complessiva.

Questi i termini della questione. La maggioranza vuole apportare cambiamenti, in parte puramente formali, in parte di sostanza, allo Statuto ed al Regolamento cittadino. Si tratta, dunque, di una modifica alle “regole del gioco”: la legge prevede, per interventi di questo genere, una maggioranza qualificata dei due terzi dei consiglieri, e spinge quindi per la condivisione più ampia possibile del testo.

Le regole, infatti, valgono per tutti: per cambiarle, se è necessario, occorre lavorare tutti insieme, minoranza e maggioranza. Eppure la maggioranza monregalese, che quattro mesi fa si è insediata promettendo “spirito collaborativo”, ha scelto di presentare il suo testo senza alcuna preventiva consultazione con la minoranza.

“Non siamo stati cercati” dice Cesare Morandini, capogruppo PD in comune, “e le nostre perplessità nel merito delle modifiche all’art. 23 dello Statuto, espresse prima del consiglio del 29 settembre, non hanno incontrato aperture di sostanza”.

Per una questione generale di metodo e di merito, dunque, le minoranze hanno votato compatte “no”.

Dopo la prima votazione, in cui non è stata raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi, la reazione dell’Amministrazione è stata rigida: invece di aprire un dialogo con l’intero consiglio comunale, ha scelto la la convocazione, nel giro di trenta giorni, dei due consigli consecutivi, che permettono di approvare lo Statuto a maggioranza assoluta. Una scelta legittima, ma che qualifica lo stile di governo e il suo rispetto di quei “pesi e contrappesi” che regolano i rapporti tra chi vince le elezioni e chi le perde.

A ciò si aggiunge, a nostro avviso, l’aggravante di quale sia il merito della questione: i componenti delle commissioni comunali consultive, previste dall’art. 23, nella precedente versione dello Statuto erano designati dai gruppi, ed erano dunque espressione di tutti gli orientamenti presenti in Consiglio, mentre secondo la modifica introdotta - e, di fatto, imposta - saranno designati dal Consiglio nel suo complesso, ovvero dalla sola maggioranza.

Ci è stato spiegato che si tratta di commissioni con ‘carattere consultivo, di osservatorio e di supporto’, composte da semplici cittadini, dove “la politica non deve entrare”. Una posizione di questo genere, però - curiosamente ammantata di moralismo ‘antipolitico’ - produce esattamente l’effetto contrario. Riportiamo qui le parole del consigliere Morandini: “La politica, cacciata dalla porta come tutela di tutti i cittadini, rientra dalla finestra senza più regole e garanzie di imparzialità, con il rischio di una commissione legata a doppio filo alla volontà della sola maggioranza.”


A fronte di ciò, e per onorare il mandato di minoranza “propositiva e collaborativa”, il gruppo consiliare di centrosinistra ha presentato un emendamento nel secondo consiglio comunale convocato sull’argomento: e lo ha fatto in consonanza con la minoranza di centrodestra, a testimonianza di quel “superamento delle logiche partitiche” che tanto è caro all’attuale maggioranza.

Ancora una volta, la risposta della maggioranza è stata rigida: nessuna apertura al dialogo ed emendamento bocciato, accompagnato da facili ironie “FdI vota insieme al PD!”. Questo è quanto.

Da una parte, vogliamo sottolineare l’ottimo lavoro dei nostri rappresentanti di coalizione Gasco, Morandini e Oreglia, che hanno colto il problema e hanno agito, nelle sedi opportune, con tutti gli strumenti democratici a disposizione. Dall’altra, questa vicenda ci lascia con una domanda: è questo il “la” che vuol segnare lo stile di questo mandato? Una maggioranza “muscolare”, che lascia la condivisione e la partecipazione alla retorica dei discorsi, mentre la nega dove è più opportuna, dove anche la legge la prevede e favorisce? Vogliamo credere di no.

Preferiamo auspicare, invece, che lo “spirito di collaborazione” proclamato a più riprese da Sindaco e giunta sia sincero e venga concretamente dimostrato nella quotidiana amministrazione della nostra Città.

comunicato stampa

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