A che punto siamo con il progetto di riqualificazione dell’impianto di compostaggio, il biodigestore, di Borgo San Dalmazzo? A chiederselo sono i consiglieri comunali del gruppo Indipendenti di Cuneo, che hanno presentato un’interpellanza specifica alla sindaca Patrizia Manassero e all’assessore competente Gianfranco Demichelis. Con la richiesta, inoltre, di conoscere la posizione ufficiale della nuova amministrazione comunale rispetto al progetto stesso.
L'interpellanza di Armellini e Boselli: "Nessun aggiornamento, da mesi"
La questione è stata sollevata proprio da Giancarlo Boselli – capogruppo degli Indipendenti – nel corso della commissione consiliare di lunedì 23 gennaio. Secondo il consigliere i rappresentanti della giunta presenti non hanno voluto o potuto rispondere alla specifica domanda: “Per quel che ne sappiamo noi l’Acsr Spa deve deliberare in merito al progetto e Cuneo, assieme Busca e Borgo San Dalmazzo, è azionista di maggioranza della società. Inoltre, il biodigestore troverà posto a poca distanza dalla frazione di San Rocco Castagnaretta”.
“La questione è di grande interesse ma l’impressione è che non se ne vogliano condividere gli sviluppi – ha continuato Boselli - : particolarmente grave, poi, che il consiglio non venga messo a conoscenza della cosa o comunque coinvolto in alcun modo. Non sappiamo nulla di aggiornato su questo progetto”.
Il progetto, le polemiche e i prossimi passi
E in effetti gli ultimissimi aggiornamenti rispetto alla riqualificazione dell’impianto borgarino risalgono allo scorso 12 luglio, e alla notizia dell’assegnazione di 12.851.000 euro in fondi PNRR al Consorzio Ecologico Cuneese. Per la sola città di Cuneo, poi, l’ultima volta in cui l’argomento biodigestore è stato trattato in commissione consiliare risale al novembre 2019.
Si punta comunque ad aggiornare la struttura per la produzione di biometano grazie all’inserimento di una sezione di digestione dei rifiuti organici da raccolta differenziata e sfalci del verde (45.000 tonnellate annue circa). Il progetto è stato approvato a maggioranza dall’assemblea dei sindaci facenti parte del CEC, ma ha creato – a Borgo – profondi scompensi nell’ex amministrazione: l’assessore Mauro Fantino, contrario, nel 2019 aveva dato le dimissioni proprio a seguito degli sviluppi del progetto e anche l’attuale sindaca Roberta Robbione ne aveva preso ufficialmente le distanze in campagna elettorale.
Cosa succederà, ora? Servirà attendere il pronunciamento dell’Acsr. Che, in caso di positività porterà all’aggiornamento dell’investimento di partenza di 13.400.000 euro alla data odierna, quindi alla revisione del progetto, all’avvio della gara e dell’iter autorizzativo e quindi la realizzazione. Il tutto entro giugno 2026, come previsto dal PNRR.





