Il 24 febbraio è la data che segna un anno dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, ovvero quando l’esercito russo ha dato inizio all’invasione del territorio ucraino, causando un’escalation che non si è ancora fermata.
In occasione di questo triste anniversario, anche Bra si mobilita con iniziative che, oltre alla memoria, guardano ad un futuro in cui la pace possa finalmente prevalere su un conflitto che finora ha causato più di 100mila vittime tra morti e feriti, secondo le stime.
Per mantenere acceso un faro di speranza, il primo appuntamento è al Santuario antico della Madonna dei Fiori con un pomeriggio di preghiera: ore 15 adorazione eucaristica, ore 16.45 via Crucis, ore 17.30 Santa Messa, ore 18.30 Rosario.
Un’altra proposta è quella che arriva dalle Sorelle Clarisse con l’iniziativa “1 ora per la pace”: ogni domenica, dalle ore 16.30 alle ore 17.30, presso la chiesa del Monastero (viale Madonna dei Fiori, 3), appuntamenti di preghiera per la pace e contro tutte le forme di guerra, a cui seguiranno i vespri.
Il popolo della pace scenderà in piazza per dire «Stop alla guerra» sabato 25 febbraio, dalle ore 17 alle ore 18, in via Cavour (lato chiesa ortodossa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto), in collaborazione con la Scuola di pace, perché si giunga velocemente ad una risoluzione di questo terribile conflitto che troppa sofferenza, morte e distruzione ha già provocato.
Un ulteriore modo per raccogliere l’appello di papa Francesco, contenuto nell’introduzione al libro “Un’enciclica sulla pace in Ucraina” (Edizioni Terra Santa): «Non dobbiamo permettere che il nostro cuore e la nostra mente si anestetizzino davanti al ripetersi di questi gravissimi orrori contro Dio e contro l’uomo. Non dobbiamo, per nessuna ragione al mondo, assuefarci davanti a tutto ciò, quasi dando per scontata questa terza guerra mondiale a pezzi che è drammaticamente diventata, sotto i nostri occhi, una terza guerra mondiale totale. Preghiamo per la pace! Lavoriamo per la pace! Certi che il Signore Gesù, Principe della pace, donerà all’Ucraina e al mondo intero, specialmente dove persistono ancora tanti focolai di guerra, l’alba del mattino di Pasqua».




