Venerdì mattina, in Sala Grande del Centro Culturale di Piazza Nizza, vi è stato il primo incontro per studenti, previsti come seconda Fase del progetto ”Violenze di mano… violenza di mente”.
Incentrato anche sul lato oscuro della Rete e rivolto alle terze classi dell’Arimondi Eula. Erano accompagnati dai rispettivi insegnanti. Tra Novembre e Dicembre, per la prima Fase, erano stati preceduti da incontri di adulti, genitori e docenti. Costituivano, entrambe, il nerbo del progetto sulla violenza organizzato dal Rotary Club Savigliano con sostegno dell’Istituto Arimondi Eula, l’apporto di Mai+Sole, l’aiuto d’esperti di varie discipline, patrocinio del Comune di Savigliano e della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano.
In un salone completamente pieno, il Presidente 22/23 del Club, Bartolomeo Sergio Buscatti ha esposto le motivazioni del “service”, in linea con il ”servire al di sopra di ogni interesse personale” del Rotary International, e ringraziato tutti i presenti, gli otto relatori, soci, Comune e CRS e quanti generosamente prodigatisi per permetterne l’esecutività. Ha poi distribuito ad ognuno una copia del volume La realtà delle parole. “CUORI CONNESSI, contro Cyberbullismp,bullismo e storie di vite online realizzato da Polizia di stato e Unieuro. Saluti dal Dirigente dell’Arimondi Eula Luca Martini che, esemplificate varie tipologie di violenza, talora invisibili, ha ringraziato il Club per questa iniziativa proposta più di un anno fa, e per la continuità ad essere parte attiva nei confronti della scuola. Vi si è associata Silvana Bosio, rappresentante Mai +Sole che ha illustrato gli inizi e l’attività del sodalizio.
Il Moderatore Marco Varetto, presentati i relatori ed i temi, ha passato la parola al maggiore dell’Arma Luca Giacolla, già presente, a Dicembre. per gli l’incontri con adulti. Una serata gelida ma con presenze numerose nonostante le condizioni anche viarie difficili per il ghiaccio. “Il mondo è pericoloso” ha esordito mettendo in guardia i giovani, parlando di Prevaricazioni, ed invitando i giovani a comportamenti antipersecutori, come impedire l’uso della forza per avere ciò che si vuole a discarico di altri. Tre solitamente gli interessati, vittima, carnefice, spettatori. “Parlatene, magari con il mio dolore può esserci la risata di qualcuno” Paura, indifferenze, timori di problematiche lasciano la vittima sola. Un tempo, la casa costituiva una prima sicurezza. Ora, con il cyberbullismo, non lo è più. Continui contatti da sconosciuti che cercano di carpirne informazioni. La Rete ha velocizzato le nostre vite ed è importante adeguarvisi così come il liberarsi da concetti arcaici di asimmetrie tra uomo e donna. A confronto con altre parti del mondo, noi siamo in fase evolutiva e pure continua a essere Il più forte a prevaricare. Occorre educarsi quindi, anche a fare legalità. Seguiti tutti con i suoi scatti da Giovanni Monasterolo, il primario SERD Maurizio Coppola ha parlato sul tema “Cyberbulli e Cyberbullizzati : i pericoli della Rete”. I crimini on line sono in costante aumento ed i bullizzati sovrapponibili ai bulli. In Rete riteniamo d’essere invisibili, un territorio dove ognuno può operare in anonimato. Ma non è così, in rete tutto lascia una traccia, testimonianza di un percorso e sempre più casi di morte-suicidio hanno la rete come causa persecutoria.
Occorre comunicare la sofferenzae, parlarne e partire da educazione scolastica alla tecnologia. Così per docenti, così per genitori, sovente non molto preparati a ciò. Un bullo è, per altri aspetti, una vittima pure lui, ma non siamo condannati ad essere vittime o carnefici. I segnali sono leggibili, cambiamenti importanti di comportamenti o di umore, di risultati scolastici o alimentari o tossicodipendenze. Già in famiglia possono essere segnali questi indicatori di sofferenze con nessun motivo che apparentemente li giustifichi. La messa in ridicolo, non è un reato ma bullismo una somma indefinita di comportamenti di minori nei confronti di minori. L’invito è comunque di rivolgersi a persone vicine e con docenti e/o genitori lanciare un segnale per continuare o cominciare un dialogo. Molte le domande e le risposte su quella che si trova ad essere causa di molte morti, è stato raffrontato questo disagio sociale ad una sorta di pandemia nella pandemia. Ricordando in chiusura come il progetto rientrasse nella filosofia d’ indicazioni, per l’anno in corso, del Presidente internazionale del Rotary, per la prima volta una donna, Jennifer Jones canadese, il presidente Buscatti ha testimoniato come in partenza questo fosse nato per la violenza di genere poi allargato durante il percorso osservando l’aumento di truffe, adescamenti, presunte amicizie virtuali in rete con sconosciuti che non si come condividere con altri. E di tutto rimane traccia indelebile.






