“Prima o poi doveva succedere…". Come è sempre stato in questi anni, le vetrine di Gagliardone a Saluzzo dialogano. In questo caso il messaggio comunica l’uscita di scena dal panorama commerciale della città. Chiude sabato 18 marzo la storica attività della famiglia Gagliardone, nata nel 1907 come merceria, evoluta in negozio di intimo, abbigliamento, moda mare, riferimento per una clientela cittadina, provinciale, ma anche torinese e milanese.
“Serenamente abbiamo considerato che era giunto il momento di andare in pensione e fare i nonni”, motivano con semplicità Nadia e Carlo Gagliardone, sposati dal 1985, oltre 40 anni nella conduzione del negozio di via Ludovico II e corso Italia, che ha visto tre generazioni alternarsi dietro il banco, come tre generazioni o, anche quattro, di clientela entrare per l’acquisto.
“Ci ha emozionato questa dimostrazione di stima continuativa, accentuata soprattutto in questi ultimi giorni dove sono venuti a salutarci clienti di tutte le età: dalle nonne che abbiamo servito per decenni, alle loro figlie e nipoti. Che stupore, soprattutto, i giovani”.
Il negozio è Impresa storica d’Italia della Camera di Commercio ed è stato, dice l’opinione generale, una storia commerciale importante per Saluzzo, entrata con una forte valenza creativa anche nella vita di comunità.
Il giro vetrine aveva una tappa fissa davanti a Gagliardone. Scenografiche, con tanto “senso e territorio” negli habitat a tema in cui erano esposti i capi e che coinvolgevano artigiani, arredatori, mobilieri locali nell’allestimento.
Rappresentazioni di interni, la solarità estiva, il colore del foliage autunnale o la provocazione con l’intimo a burlesque per Capodanno, che ha fatto commentare e postare messaggi sulle vetrine.
L’attività è stata espressione di un certo modo di fare commercio di Nadia Di Mauro con il marito Carlo. Commercio che non ha voluto essere pura vendita, ma che ha avuto il desiderio di dare contributo alla città con nuove idee, presenza attrattiva, ricerca e scelta di marchi importanti o emergenti, seguendo l’’istinto per il bello”.
Ultracentenaria è l’attività. Venne aperta, come detto, nel 1907 da Luigi Gagliardone, dopo una esperienza da commesso. La “Gagliardone Mercerie” fu portata avanti poi dai suoi figli.
Dopo la morte in giovane età di due di loro: Giuseppe detto “Pinela” scalatore, scopritore di vie alpinistiche, “il signore del difficile” morto sul Monte Bianco nel 1947 e di Carlo, caporal maggiore degli Alpini, fatto prigioniero e morto in Russia nel 1943, l’attività fu condotta da Luciano, al rientro dal campo di concentramento di Berlino.
Dietro al banco fu affiancato da Emma, sua moglie, torinese, una laurea in lingue, che tutti ricordano bella, raffinata ed elegante e che lo accompagnò nella crescita del negozio. La coppia ebbe due figli: Luigi prematuramente scomparso in montagna e Carlo che ne ha continuato l’attività con Nadia.
Con loro il negozio si ingrandì: nel 1989 ci fu l’apertura al primo piano del reparto abbigliamento bambini, mentre al piano terra rimase l’intimo che si arricchì con la moda mare e l’abbigliamento.
Nel 2007 aprirono Yop, in corso Italia 12, nell’interno cortile (ceduto due anni fa) dedicato alla moda dei teenagers, vera una novità nel panorama cittadino, concettualmente espressa anche nell’arredo e nato con la finalità di intercettare le esigenze del vestire e della creatività dei giovanissimi per la loro vita sociale.
Ora l’ultimo capitolo, sabato 18 marzo la chiusura.
Gagliardone è ancora aperto al mattino fino a quella data. Nel negozio, oltre alle ultime occasioni, lo spazio è tutto per ringraziamenti reciproci, per i saluti o una chiacchierata.
“Grazie per le tante emozioni che ci avete regalato”, si legge sulle vetrine.












