Negli ultimi decenni, le creazioni delle piccole botteghe artigiane hanno faticato a mantenere il proprio posizionamento sul mercato, soprattutto a causa del crescente inserimento di grandi marchi nelle realtà cittadine. La tutela delle realtà artigiane locali è il tema dell’incontro svoltosi questa mattina ad Alba, in via Generale Govone, presso lo studio fotografico Carpe Diem del fotografo Bruno Murialdo.
Il "Don Chisciotte delle Langhe" sostiene da anni la causa della salvaguardia dell’artigianato locale: “Sono oltre dieci anni che segnalo la crisi delle piccole botteghe; da allora, sono migliaia le attività che hanno chiuso e stanno chiudendo. Una crisi devastante per la nostra economia, che si è sempre basata sulle arti e sui mestieri”. Il rapporto Censis-Confcooperative del 2022 riporta che, su un totale di poco meno di cinque milioni e mezzo di imprese, il 94,8% è composto da piccole, piccolissime e micro imprese con meno di dieci dipendenti. Lamentando un’importante indifferenza da parte delle istituzioni sulle problematiche che le piccole realtà affrontano, è nata l’esigenza di trovare un dialogo con la politica locale e nazionale.
Questa mattina il fotografo albese ha ospitato nel proprio studio l’On. Marcello Coppo, avvocato, ex vicesindaco di Asti ed esponente di Fratelli d'Italia. L’onorevole astigiano, in qualità di membro della Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, è intervenuto in merito alle misure governative che possano soccorrere gli artigiani in difficoltà e per raccogliere le istanze della delegazione di artigiani cittadini presente.
Le piccole botteghe artigianali stanno affrontando numerose sfide per rimanere competitive: faticano a non soccombere di fronte alla pressione fiscale e del caro-bolletta, alla crisi dei consumi che appena ora accenna una ripresa e alla sostituzione da parte dei grandi marchi.
Della delegazione fa parte anche Daniela Balestra della Stamperia Albese Balestra, vicepresidente di Confartigianato Cuneo. “Chiediamo un intervento politico per sopravvivere. Non solo perché noi abbiamo bisogno di ossigeno, ma perché è nell'interesse della politica che una bottega possa creare occupazione sul territorio e avere 2-3 apprendisti da formare e a cui affidare il mestiere. L'obiettivo per gli artigiani è crescere”.
La presenza delle botteghe è essenziale per mantenere la diversità del tessuto commerciale delle comunità locali, di cui rappresenta un patrimonio culturale e storico: molte attività commerciali e artigianali hanno una lunga tradizione nella zona e sono legate alla storia e alla cultura della comunità stessa.
Quando la frammentazione del tessuto commerciale è incentivata, numerose piccole attività locali garantiscono la diversificazione di prodotti e servizi disponibili per i consumatori locali e per i turisti, senza cedere alla pressione dei pochi grandi marchi che possono dominare il mercato con le proprie ingenti risorse. Al contrario, l'abbandono delle attività commerciali tradizionali a favore di grandi catene di negozi e aree commerciali periferiche costituisce una perdita di valore culturale e storico della comunità.
Pertanto, la tutela e lo sviluppo delle botteghe artigiane locali, secondo la delegazione presente, dovrebbe costituire un'importante priorità per le politiche di sviluppo economico e sociale.
La proposta che Murialdo ha affidato all’On. Coppo perché trovi spazio di discussione alla Camera auspica un intervento personalizzato sulla fiscalità. Dice Murialdo: “Le botteghe artigiane si potrebbero salvare soltanto se venisse applicata una fiscalità come quella di cui usufruiscono le aziende agricole”.
Oltre alle botteghe che già hanno chiuso, la preoccupazione si rivolge anche al futuro di quelle in attività: la maggior parte degli artigiani è prossima alla pensione e manca un rinnovo generazionale, sia per carenza di giovani apprendisti sia perché i costi di un dipendente sono troppo elevati per molti artigiani. “Non posso permettermi di prendere un ragazzo. Quando chiudo, non c'è più nessuno”, commenta un presente.
Si parte dalle scuole per formare i nuovi artigiani e rinnovare le botteghe. Secondo Coppo, una soluzione per incontrare l’esigenza di formazione professionale proviene dalla proposta di legge per istituire il liceo del Made in Italy depositata in Senato, poco più di due mesi fa, da Fratelli d’Italia.
Sul frangente della fiscalità assicura che la discussione approderà in Commissione Lavoro e auspica una riforma efficace per scongiurare la scomparsa delle botteghe artigiane dal nostro tessuto commerciale. “L'idea di capacità artistica e lavorativa della piccola bottega è fuori dallo schema della globalizzazione”, afferma Coppo. Secondo l’onorevole la risposta alla specifica esigenza delle botteghe cittadine passa attraverso il macro-tema della “tutela del made in Italy e delle attività che fanno parte del patrimonio storico e culturale dell’Italia”.
Sostenere queste attività significa contribuire alla crescita economica della comunità e mantenere viva la tradizione artigianale italiana, che non conosce concorrenti esteri.









