Dopo mesi di apparente stallo, la situazione sul campo in Ucraina si sta evolvendo quasi proporzionalmente all’arrivo della stagione calda. E altrettanto proporzionalmente sembrano calare l’attenzione e l’appoggio degli Stati Uniti, alle prese con i loro problemi interni. A questo proposito il sito Strumenti Politici ha intervistato Douglas Macgregor, ex colonnello dell’esercito americano che ha partecipato tra l’altro alla prima Guerra del Golfo e alle operazioni NATO in Jugoslavia. Oggi svolge l’attività di consulente militare e di commentatore sui media americani e internazionali. Ha sempre espresso un’opinione molto critica verso l’approccio alla questione ucraina da parte dell’amministrazione Biden. Secondo Macgregor, temi come la crisi economica e la sicurezza interna saranno centrali nella campagna elettorale per le presidenziali del prossimo anno e distrarranno i cittadini americani dal conflitto in Europa. Stanno scricchiolando le stesse fondamenta sociali ed economiche della civiltà americana, quindi continuare a buttare denaro e armi oltreoceano è ormai fuori discussione per l’americano medio, specialmente dopo il disastro ambientale in Ohio. Potrebbe ripetersi quando già accaduto ad esempio coi britannici in India: l’esercito di Sua Maestà se ne andò poco dopo la Seconda guerra mondiale, quando il rapporto fra PIL e debito pubblico si era fatto insostenibile ed era impossibile tenere una colonia imperiale così estesa come il subcontinente indiano. Inoltre, i cittadini americani non hanno interessi diretti in Ucraina (a differenza di alcuni fra i vertici di Washington) dunque sono stufi di spendere soldi ed energie per la macchina da guerra, come mostrano anche i recenti sondaggi.





