Ve lo immaginate un mondo pieno di libri e rose rosse, dove si respira nell’aria solo amore e cultura? Nulla di più reale! Succede il 23 aprile, grazie alla festa di San Giorgio e alla Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nata per promuovere la lettura e la pubblicazione dei libri.
Istituzione della Giornata mondiale del libro
Lo scaffale dei libri. Quell’odore particolare, intenso… quel profumo di carta e magia ogni volta diverso. I libri hanno il potere di trasmetterci emozioni e sensazioni uniche. Le loro pagine ci travolgono e ci trasportano in un mondo lontano, seppur restando chiusi in una stanza. La Giornata fu istituita ufficialmente nel 1995, quando durante la 28ª edizione della Conferenza Generale dell’UNESCO, riunita a Parigi, 12 Paesi proposero di lanciare l’iniziativa. La Giornata mondiale del libro ha lo scopo di ricordare che leggere fa bene e vuole incoraggiare a scoprire il piacere della lettura. Inoltre, ribadisce quanto sia fondamentale il contributo che gli autori forniscono al progresso sociale e culturale di tutta l’umanità. Motivo per cui sono nati e continuano ad essere di moda i Caffè Letterari.
Scelta della data
La data del 23 aprile ha anche un valore simbolico. L’UNESCO l’ha scelta, perché coincide con la morte di tre grandi autori che hanno fatto la storia della letteratura: William Shakespeare (1564-1616), Miguel de Cervantes (1547-1616) e Inca Garcilaso de la Vega (1539-1616) e della nascita di altri monumentali scrittori come il russo Vladimir Nabokov (1899-1977), il colombiano Manuel Mejía Vallejo (1923-1998), il premio nobel islandese Halldór Laxness (1902-1998) e tanti altri. Una data particolare, che non poteva non designare una festa così speciale!
Origini della Giornata mondiale del libro
Le origini della Giornata mondiale del libro si rintracciano in Spagna e si devono ad una tradizione catalana: fu proprio in Catalogna che lo scrittore ed editore valenciano Vincent Clavel Andrés (1888-1967) promosse una giornata all’anno dedicata al libro. Il 6 febbraio 1926, il re Alfonso XIII promulgò un decreto reale che istituiva la Giornata del libro spagnolo. Questa festa, che inizialmente cadeva il 7 ottobre, fu spostata al 23 aprile dal 1931, giorno in cui cade anche la festa di Sant Jordi (San Giorgio), il patrono della Catalogna.
La festa del libro in Catalogna
Per godere appieno la Giornata mondiale del libro, basta andare in Catalogna il 23 aprile di un anno qualsiasi e farsi trasportare dalla verve di una tradizione tanto antica, quanto viva. In questo giorno tanto importante dedicato a Sant Jordi, eroe mitico e patrono dell’affascinante regione spagnola, una gran energia si sprigiona nell’aria, coinvolgendo all’unisono giovani, adulti e anziani, mentre le strade di città e di paesini si riempiono di bancarelle che vendono libri e rose rosse. Il paradiso dei romantici! Un sogno che si perde nel tempo della tradizione e continua a vivere da oltre 500 anni nel cuore di tutti i catalani. Ebbene, in questo mix di tradizioni popolari e ricorrenze speciali, tutta la Catalunya si ferma per festeggiare una delle date più importanti del suo ricco calendario festivo. Il fil rouge è sempre Sant Jordi, questo eroe popolare che affonda la sua fama imperitura nella leggenda.
La leggenda di Sant Jordi (San Giorgio)
Tutto inizia da una leggenda che parla di amore, ardore e coraggio, e che si perde nel tempo mitico della tradizione, attraversando i secoli passati per poi riaffiorare nel presente del terzo millennio. Si racconta che tanto tempo fa, non sappiamo più bene quando, nel remoto sud della Catalunya, precisamente a Montblanc (paesino vicino a Tarragona), arrivò un drago cattivo e feroce ad insidiare la popolazione indifesa. Il suo respiro produceva fuoco e il fetore del suo alito appestava l’aria di disperazione e terrore. Gli abitanti di Montblanc, allora, per placare l’ira del mostro, pensarono di dargli in pasto una persona al giorno, scelta attraverso un drammatico sorteggio. La comunità tutta accettò questo pegno, e dopo alcuni giorni la mala sorte ricadde sulla principessa. La fanciulla, indifesa e rassegnata abbandonò fieramente il suo regno per darsi in pasto al drago, ma all’improvvisò, come un poderoso miraggio, fece la sua comparsa, ormai insperata, un cavaliere dalla lucente armatura che cavalcava un elegante cavallo bianco. Il cavaliere si chiamava Sant Jordi, il quale senza minimamente pensarci, anticipò la principessa, si intromise nella scia del famelico drago e con gesto abile e deciso, sguainò la spada e trafisse il mostro, liberando finalmente la città dall’onta oscura della fiera. Dal sangue del drago nacque un roseto di rose rosse, di un rosso tanto intenso da accendere il cuore di amore e passione, la stessa passione che infiammò Sant Jordi quando colse una di queste rose e la offrì alla principessa anelante. Da quel momento, Sant Jordi oltre ad essere considerato emblema di ardore e coraggio, divenne anche il santo protettore degli innamorati, che quindi, ogni 23 aprile perpetuano il proprio amore scambiandosi un libro e una rosa.
Il 23 aprile, libri e rose
La tradizione catalana vuole che l’innamorato offra una rosa alla sua amata, mentre quest’ultima ricambi il dono con un libro. In questo poetico scambio di doni si fondono, quindi, la leggenda popolare di Sant Jordi, che rimonta le sue origini agli inizi del XV secolo, e la più recente iniziativa dell’UNESCO che dal 1995 celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Sant Jordi e Casa Batlló, a Barcellona
La leggenda di Sant Jordi, oltre ad infiammare l’animo romantico dei catalani, è stata anche fonte di ispirazione per molti artisti. Tra tutti, Antoni Gaudí ne rappresentò gli episodi salienti nell’architettura di Casa Batlló, la cui facciata per l’occasione si riempie di rose. In tal guisa, si perpetua l’anima popolare di questa tradizione tanto importante per Barcellona e la Catalogna tutta. Come spiega il sito ufficiale, la spina dorsale del drago prende vita nella terrazza attraverso le piastrelle policrome a forma di squame, una croce sul tetto ricorda la spada del santo, e al piano superiore un balcone a forma di fiore allude al balcone della principessa. Ai piani inferiori i balconi a forma di teschio e le colonne della tribuna, somiglianti ad ossa, rappresentano simbolicamente i resti del drago sconfitto. Le estremità della scala situata nell’ingresso privato ricordano le vertebre di un animale, tant’è che la cultura popolare associa la scala alla coda del drago.
A quanto pare, la leggenda di Sant Jordi continua a vibrare nelle menti e nei cuori di tutti i catalani a suon di libri e rose rosse, come un richiamo poetico che assicura la via della cultura e della tradizione popolare.
Se il 23 aprile vi trovate a Barcellona, non perdetevi questa ricorrenza speciale!





