Maggio è il mese che la liturgia cristiana e la devozione popolare dedicano alla Beata Vergine Maria, Regina della Pace. Per la città di Bra, che ha eletto la Madonna dei Fiori patrona e protettrice, questo mese ha un significato ancora più bello.
Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari, i pellegrinaggi ai santuari, le suppliche, i fioretti e si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla “Tutta Santa”. Un bisogno che si avverte con particolare urgenza soprattutto oggi, perché torni a regnare la pace nel mondo.
L’appuntamento quotidiano con il Rosario nel mese di maggio è sempre sentito e partecipato. Le origini di questa preghiera sono tardo medioevali e il suo nome deriva dalla corona di rose, il fiore mariano per eccellenza. D’altronde la primavera ormai inoltrata suggerisce di celebrare in questo periodo la vita, la nascita e la maternità. Quale tempo migliore per affidarsi alla Madre di Dio e Madre nostra?
Sull’importanza della recita del Rosario è intervenuto spesso anche papa Francesco: «Recitando l’Ave Maria, noi siamo condotti a contemplare i misteri di Gesù, a riflettere cioè sui momenti centrali della sua vita, perché, come per Maria e per San Giuseppe, Egli sia il centro dei nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni. Sarebbe bello se, soprattutto in questo mese di maggio, si recitasse assieme in famiglia, con gli amici, in Parrocchia, il santo Rosario o qualche preghiera a Gesù e alla Vergine Maria! La preghiera fatta assieme è un momento prezioso per rendere ancora più salda la vita familiare, l’amicizia! Impariamo a pregare di più in famiglia e come famiglia!».
L’Unità Pastorale 50 (Bra, Bandito, Sanfrè) ha raccolto l’invito e lo ha concretizzato con una serie di celebrazioni che a Bra saranno davvero un’occasione di festa. Prendete nota.
Santuario Madonna dei Fiori: recita del Rosario tutti i giorni feriali alle ore 08.30 (al termine della Messa nel Santuario antico); alle ore 17 (prima della Messa serale nel Santuario antico); alle ore 20.30 nel cortile del pruneto (eccetto la domenica) ed in caso di brutto tempo in uno dei locali del Santuario.
Parrocchia Assunzione Maria Vergine (frazione Bandito): Rosario mercoledì 10, 17 e 24 maggio alle ore 20.45 nel chiostro dell’oratorio o in parrocchia in caso di maltempo (a seguire “ci prendiamo il caffè in oratorio”); Rosario domenica 7, 14, 21 e 28 maggio, alle ore 20.45, presso la grotta di Lourdes (località Villa Moffa); mercoledì 31 maggio, chiusura del mese mariano alle ore 20.45 con la passeggiata a piedi dalla parrocchia alla chiesa dei Terlapini (in parrocchia in caso di maltempo), più benedizione delle famiglie e delle case di Bandito.
Salesiani: Rosario tutte le sere di maggio, alle ore 21, nel cortile dell’Istituto San Domenico Savio. La preghiera diventerà preludio e preparazione alla processione di Maria Ausiliatrice, in programma domenica 28 maggio, alle 20.45, nel quartiere Oltre-ferrovia.
Una festa per guardare alla santità, per guardare a Maria.
Perché maggio è considerato il mese mariano
Le prime pratiche devozionali legate in qualche modo al mese di maggio risalgono al XVI secolo. In particolare, a Roma San Filippo Neri insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre e a cantare le sue lodi.
Nel 1677 il noviziato di Fiesole fondò una sorta di confraternita denominata “Comunella”, che metteva in atto riti popolari molto semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie e s’incoronavano di fiori le statue mariane. Alla natura, regina pagana della primavera, iniziava a contrapporsi, per così dire, la “regina del cielo”. E come per un contagio virtuoso quella devozione cresceva in ogni angolo della penisola, da Mantova a Napoli.
L’indicazione di maggio come mese di Maria lo dobbiamo però a un padre gesuita, Annibale Dionisi: un religioso di estrazione nobile, nato a Verona nel 1679. Tra le novità del testo del Dionisi, pubblicato a Parma nel 1725, l’invito a vivere e praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa. Questo invito spalancò le porte alla edificazione di cappelle votive e luoghi di devozione mariana sparsi nell’intera penisola, ancora oggi molto visibili anche nel mantovano.
Il resto è storia recente. La devozione mariana passa per la proclamazione del Dogma dell’Immacolata concezione (1854), cresce grazie all’amore smisurato per la Vergine di santi come don Bosco, si alimenta del sapiente magistero dei Papi.
Nell’enciclica Mense Maio, del 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».
Nessun fraintendimento però sul ruolo giocato dalla Vergine nell’economia della salvezza, «Giacché Maria - scrive ancora papa Montini - è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso»




