Giornalista e conduttrice televisiva, ma prima di tutto donna grintosa, capace di andare oltre, di soffermarsi e riflettere, di interrogarsi profondamente. Amante della ricerca, del pensiero attento e mai banale.
A Dronero ieri sera, domenica 14 maggio, in occasione dell’ultima serata del festival letterario diffuso “Il Ponte del Dialogo”, il cinema teatro Iris ha ospitato Tiziana Ferrario. Presentata dal giornalista Mario Bosonetto, ha parlato del suo libro “La bambina di Odessa. La battaglia di una madre, la promessa fatta a un figlio.”
Lydia Buticchi Franceschi è la protagonista. Il racconto di una storia vera, di una donna la cui battaglia è durata vent’anni per far emergere la verità sull’uccisione, avvenuta il 23 gennaio del 1973, di suo figlio Roberto Franceschi durante una manifestazione all'esterno della Bocconi. Un ragazzo appena ventenne, tra i leader del movimento studentesco milanese, colpito a morte alla nuca da un proiettile sparato dalle file della polizia.
“Io ho incontrato Lydia che ero alle medie - ha raccontato Tiziana Ferrario -. Avevo 12 anni e lei era la mia insegnante di matematica e scienze, ma per me è stata molto di più di un insegnante: è stata infatti una donna con una grande energia che ci insegnava a guardarci attorno, a non essere indifferenti. Mi ha insegnato la tenacia, il cercare di capire e riflettere sulle cose. Quando poi è successa la tragedia dell’uccisione figlio, io ho seguito la sua battaglia giudiziaria.”
Un dolore indicibile quello di Lydia, un dolore al quale non si è arresa. Il racconto inoltre della sua vita, già precedentemente segnata da molte avversità. “La sua storia precedente - ha spiegato la nota giornalista e conduttrice televisiva - quello che già aveva dovuto passare con la nascita ad Odessa e la madre morta in circostanze misteriose a pochi giorni dalla sua nascita, il ritorno in Italia, l’uccisione del padre ed il rimanere orfana a 12 anni, l’essere stata staffetta partigiana,… l’ho scoperto solo nel 2020 in uno spettacolo alla Bocconi, in cui aveva deciso di raccontarsi.”
Il ricordo indelebile negli occhi di Tiziana Ferrario, lucidi dall’emozione. Quel libro che non è stato soltanto un rendere omaggio ad una figura per lei significava, ma raccontare la vita di una donna esemplare per il nostro Paese. Cadere ma rialzarsi sempre, la ricerca e l’importanza del dialogo, il non arrendersi e la voglia di giustizia. Quella frase poi letta di Lydia: “Non si può vivere nell'odio. Non si semina niente”, così d’insegnamento per tutti.
I proventi della vendita di questo libro sono destinati alla Fondazione Roberto Franceschi Onlus (www.fondfranceschi.it).
Presenti in sala il sindaco Mauro Astesano, l’assessore Carlo Giordano ed il direttore generale dell’AFP Ingrid Brizio. Il primo cittadino e l’assessore hanno tenuto a ringraziare tutte le persone coinvolte nell’organizzazione per il loro prezioso lavoro ed i cittadini che hanno risposto con grande partecipazione ed entusiasmo ai vari appuntamenti proposti.
Ieri sera a Dronero è stata l’ultima serata di un evento, il festival letterario diffuso, che nella sua 1^ edizione organizzata è stato davvero un successo: 36 scrittori coinvolti, 31 incontri, 16 case editrici coinvolte e più di 2.500 i cittadini presenti. Tutti già si chiedono: “Vero che ci sarà una seconda edizione?”







