La Bibbia l’avranno sì scritta gli uomini, ma è anche un affare di donne. Vi sentite più Ester, regina coraggiosa, o Betsabea, moglie che si tormenta per amore? Più Marta o Maria?
La Bibbia è campionario senza tempo dell’universo femminile e le sue eroine sono, in fondo, nostre compagne di vita. Ma la Sacra Scrittura ha da dirci molto di più, basta aprire il libro “Volti di donne. Figure femminili nella Bibbia tra esegesi e psicologia” (Ancora), narrato a due voci da Anna Bissi ed Elisa Cagnazzo. Ci troveremo non poche sorprese.
Perché se è vero che nella Genesi si racconta la storia di Eva, che ci ha destinati alla morte, i Profeti, i Giudici, i Re e tutto il Nuovo Testamento ci regalano personaggi femminili che riscattano l’antico passato.
Un testo che nasce dalla preghiera e ad essa desidera ricondurre; un accompagnamento per chi vuole intraprendere un percorso di trasformazione interiore. Le donne protagoniste di queste pagine diventano modelli (positivi o negativi) per questo cammino e, attraverso le loro vite, la Parola di Dio si fa specchio dei nostri desideri e delle nostre fragilità, delle nostre paure e dei nostri slanci.
Donne come Maria, moglie, madre e servitrice di Dio, oppure la semplice Rachele, la volitiva Giuditta, la fedelissima Maria Maddalena. E poi ancora Sara, Debora, Anna. Donne che per molti versi possono ispirarci.
Il volume sarà presentato venerdì 19 maggio, alle ore 18.30, nella chiesa di Sant’Antonino Martire, a Bra, e seguirà un momento conviviale in oratorio. All’appuntamento saranno presenti le autrici che spiegheranno come nasce l’idea di questo libro sulle donne e su figure femminili coraggiose, umane e forti. Donne della Bibbia, ma anche della storia, che hanno in qualche modo lasciato un segno forte.
«La lettura del Vangelo - commentano le autrici - offre la rassicurante certezza che coloro a cui Gesù si rivolge non appartengono a un mondo diverso dal nostro. Debolezza e passione, ardore e fragilità si intrecciano nei meandri del cuore dell’uomo e invitano a non lasciarsi spaventare dai propri limiti, ma a diventare appassionati cercatori del nostro Signore e Maestro».





