Un tema che sta destando preoccupazione a tutti i livelli. Sempre meno medici e infermieri, in fuga dagli ospedali, liste di attesa lunghissime, con esami per i quali bisogna attendere anche più di un anno o essere disposti a spostarsi di centinaia di chilometri per poter ricevere prestazioni sanitarie pubbliche. Nel frattempo, si è costretti a rivolgersi ai privati, in continua espansione.
Il futuro della sanità pubblica, il diritto alle cure, l’assistenza delle persone in difficoltà (anziane, invalide, diversamente abili) sono i temi che verranno affrontati nelle due serate promossa dal neo costituito Comitato piemontese per il diritto alla tutela della salute e alle cure.
Il primo incontro si svolgerà venerdì 19 maggio alle ore 21 a Ormea presso la Sala della Società operaia. Il secondo è in programma lunedì 22 maggio alle ore 21 a Saluzzo presso la Sala tematica de Il Quartiere, Piazza Montebello.
Il 27 maggio l'appuntamento è a Torino, dove si svolgerà una grande manifestazione che si concluderà di fronte al grattacielo della Regione Piemonte.
Piertomaso Bergesio, rappresentate del Comitato per la provincia di Cuneo, spiega che l'obiettivo è "sensibilizzare la popolazione sull’importanza della sanità pubblica per garantire il diritto alla salute, all’assistenza delle persone che vivono nelle nostre comunità. La sanità pubblica è in crisi per i continui tagli di risorse che vengono decisi a livello nazionale e per le mancate risposte che stiamo registrando a livello regionale.
Meno risorse vuol dire meno medici e infermieri, rette delle case di riposo più alte, meno assistenza per i soggetti fragili, liste di attesa per gli esami che si allungano a dismisura. Quando si manda in crisi la sanità pubblica si alimenta il mercato della sanità privata. Chi ha i soldi o le polizze assicurative dedicate si rivolge ai centri privati e si risolve il problema. Le persone che non hanno mezzi economici sufficienti devono arrangiarsi, aspettare e sperare di arrivare in tempo alla diagnosi o
all’assistenza necessaria. Molte famiglie vivono dei drammi personali senza avere risposte adeguate alle loro necessità.
Sostanzialmente viene violato l’art. 32 della Costituzione (il diritto alla salute) e si mina un pilastro fondamentale della convivenza civile e sociale di una comunità".





