Curiosità - 16 giugno 2023, 16:47

“Visitandum est”: a Villar San Costanzo l’inaugurazione della mostra di pittura di Anna Valla

Opere realizzate su Carta di Amalfi e l’omaggio attraverso l’arte al Santuario di San Costanzo al Monte, in un progetto di valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale di Villar San Costanzo e Dronero

“Visitandum est”: a Villar San Costanzo l’inaugurazione della mostra di pittura di Anna Valla

L’omaggio attraverso l’arte ad un capolavoro architettonico che si erge nei boschi di Villar San Costanzo: il Santuario di San Costanzo al Monte. Ieri sera, giovedì 15 giugno, presso la Parrocchia di Villar San Costanzo, è stata inaugurata la mostra di pittura “Visitandum est”: una raccolta di intonaco, segno inciso e acquerelli a cura dell’artista saluzzese Anna Valla.

Gli studi presso l’Accademia Albertina di Torino, la prima personale nel 1979 a Bologna e le mostre anche oltre i confini nazionali, a Parigi e Basilea. Dagli anni ‘90 Anna Valla ha realizzato sculture di ceramica nei laboratori di Albissola e nel 1991 è stata inserita nel gruppo di artisti di Poesia Visiva di Gianfranco Bellora. È inoltre presente con le sue opere nella Galleria d’Arte Moderna a Gallarate, Termoli, Marradi, Torre Pellice, al Mart di Rovereto, nelle collezioni della Banca Commerciale Italiana di Milano e della Banca Regionale Europea. Ha realizzato vari “libri d’artista”, in parte per le edizioni Pulcino Elefante, uno dei quali in collaborazione con il regista Fredo Valla.

Realizzate su carta di Amalfi, le opere esposte a Villar San Costanzo sono state commissionate da Sonia Damiano direttrice dei beni culturali della Diocesi di Saluzzo, per un progetto di valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale di Villar San Costanzo e Dronero.

Sono opere diverse da quelle che solitamente realizzo - racconta Anna Valla - che mi hanno permesso di esprimermi ricercando dentro me qualcosa di nuovo, di diverso ed unico. Non ho scelto a caso la Carta di Amalfi, per me è stato un ricordare i molti anni trascorsi proprio in quella città.

La Carta di Amalfi, detta anche Charta Bambagina, è un particolare e pregiato tipo di carta fin dal Medioevo nella città campana. Deve il suo secondo nome, Charta Bambagina, al particolare procedimento di produzione, che, prescindendo dall'utilizzazione della cellulosa ricavata dal legno, prevede invece l'utilizzo di cenci e stracci di lino, cotone e canapa di colore bianco. In passato, tali stoffe venivano ridotte in poltiglia per mezzo di magli chiodati mossi da mulini a propulsione idraulica (ancora visibili nella zona), mentre oggi sono lavorate attraverso macchinari più sofisticati che ne permettono una maggiore raffinatezza.

La fibra, disciolta nell'acqua, è filtrata ed a mano poi trasformata in fogli, per mezzo di telai formati da fili di ottone e bronzo recanti per lo più, in filigrana, gli stemmi delle antiche famiglie nobiliari della città di Amalfi.

Protagonista nelle rappresentazioni è il Santuario di San Costanzo al Monte. uno dei monumenti romanici più interessanti, e allo stesso tempo uno dei meno conosciuti, del Piemonte.

La sua fondazione viene attribuita ad Ariberto II (701-712), ma fu distrutta dai Saraceni nel X secolo. Fu poi ricostruita in diverse riprese fra l’XI e il XIII secolo, con aggiunte anche in età posteriori, come la facciata settecentesca.

Il Santuario di San Costanzo Al Monte è formato da due chiese. La chiesa superiore è composta da tre navate che terminano con tre absidi. Le colonne sono decorate con motivi geometrici e sulla parete meridionale della chiesa, all’altezza della prima campata, è possibile ammirare tracce di affreschi del XI secolo con le storie di Adamo e Eva. Di stile lombardo il tiburio ottagono su pennacchi a tromba e i capitelli finemente scolpiti con temi animali, vegetali e mostruosi.

Nella chiesa inferiore, invece, tozzi pilastri in pietra reggono basse volte a crociera. La zona più antica è quella orientale e si pensa che possa trattarsi della cripta dell’antica chiesa distrutta dai Saraceni.

Gli ultimi restauri, durati tre anni, si sono conclusi nel 2019. In questa occasione è stato rinvenuto sulle pareti perimetrali della chiesa un ciclo di affreschi dove sono rappresentati episodi della vita di Gesù secondo la narrazione dei Vangeli apocrifi, articolati entro cornici a nastro, stilisticamente ascrivibili alla fase romanica dell’edificio fra XI e XII secolo.

Da aprile ad ottobre, in giornate prestabilite, questo luogo è visitabile al pubblico grazie ai Volontari per l’Arte di Villar San Costanzo (per informazioni contattare il 335.7780966).

Al termine dell’inaugurazione, ieri sera i presenti hanno potuto ascoltare in concerto i musicisti Alberto Gertosio e Alberto Savatteri, con la collaborazione della flautista Yasmin Khreiwesh. 11 i brani eseguiti, per flauto e chitarra, tratti dal loro cd “La Strada”, in un delicato ed emozionante connubio tra arte, musica e spiritualità.

La mostra di pittura “Visitandum est” sarà visitabile presso la Chiesa parrocchiale di Villar San Costanzo fino alla prima domenica di ottobre, occasione in cui verrà celebrata la Giornata del Volontario. Le opere verranno poi trasferite nei locali del Comune, dove diventeranno mostra permanente.

Beatrice Condorelli

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