Attualità - 04 settembre 2023, 13:06

I Castelli Tapparelli d’Azeglio di Lagnasco tornano visitabili dopo oltre tre anni di chiusura

Partecipata cerimonia per salutare la conclusione dei lavori voluti dal Comune e il contestuale affidamento per la gestione

Un momento della cerimonia d'inaugurazione tenuta venerdì

Un momento della cerimonia d'inaugurazione tenuta venerdì

I Castelli Tapparelli d’Azeglio di Lagnasco tornano nuovamente visitabili dopo oltre tre anni di chiusura. L’Amministrazione comunale ha voluto celebrare in modo ufficiale il momento della riapertura, per sottolineare l’importanza di questo risultato, che restituisce agli amanti della storia e della cultura un monumento di notevole rilevanza, vero scrigno di bellezze del Rinascimento piemontese.

Un percorso di riscoperta avviato all’inizio degli anni ’90, da quando un gruppo di giovani appassionati lagnaschesi fondò un’associazione dandosi il nome di “d’Acord”, richiamandosi allo storico motto della famiglia Tapparelli che, tramite Casa Savoia, sancì la pace con i vicini conti Falletti.

L’interesse di rendere pubblico e fruibile un bene storico che all’epoca era di proprietà privata (di quell’Opera Pia Tapparelli fondata per volere testamentario dell’ultimo discendente della nobile casata, il Marchese Emanuele d’Azeglio) e nell’ultimo secolo adibito a diversi usi, ultimo dei quali un vero e proprio “condominio” abitato da decine di famiglie.

Dopo il primo grande cantiere di restauro statico ed architettonico, avviato dalla Giunta Persico nel 1998 con il coinvolgimento degli Stati Generali del Piemonte e il supporto economico di Ministero, Regione e fondazioni bancarie, nel 2008 l’apertura del primo e attuale percorso museale, e il passaggio a patrimonio pubblico nel 2010.

L’attuale Amministrazione comunale, quando si insediò nel 2019, si attivò fin da subito per il rilancio del bene storico, per integrare e impreziosire una proposta turistica culturale territoriale già ampia e apprezzata, scontrandosi però con un’amara realtà: l’assenza dell’indispensabile certificazione di prevenzione incendi del percorso museale. Di qui la forzata chiusura, in parte attutita dal periodo della pandemia, l’affidamento dell’incarico progettuale che ha quantificato le opere necessarie in un onere di 200 mila euro, per i quali il Comune ha ottenuto l’importante cofinanziamento di 120 mila euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo.

Contestualmente alla realizzazione dei lavori, conclusi da poche settimane, l’Amministrazione comunale ha lavorato al bando di gestione, trovando l’interesse di alcuni operatori del settore e affidando poi il rilancio dei Castelli (che può integrarsi con il Giardino delle Essenze, che fa parte della “rete dei Giardini” delle Terre dei Savoia) a Insite Tour, che già si occupa della gestione della Porta di Valle di Saluzzo e della Torre Civica di Cuneo, solo per citare due incarichi che potranno contribuire a offrire ai visitatori un pacchetto turistico territoriale integrato.

All’inaugurazione e al successivo taglio del nastro, svoltasi nel tardo pomeriggio di venerdì 1° settembre, hanno partecipato numerosi rappresentanti di enti e istituzioni che da sempre credono in questo territorio e con cui il Comune in questi ultimi anni ha intensificato i rapporti di collaborazione: dal governo nazionale (rappresentato dall’onorevole Monica Ciaburro) a quello regionale (presente con il consigliere Paolo Demarchi), Fondazione Artea, Terre dei Savoia, Octavia, Terres Monviso, ATL Cuneese e tutti i Comuni del territorio. Un territorio che da oggi potrà fregiarsi di un valore aggiunto tra le apprezzate e ricercate proposte destinate a un crescente turismo culturale.

C. S.

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