“E’ giunto nei giorni scorsi un importante riconoscimento per gli studenti del Liceo Artistico “Soleri – Bertoni” di Saluzzo, che ha premiato la collaborazione tra il percorso tradizionale e la Sezione Carceraria”, sottolinea con orgoglio la prof.sa Daniela Zinola coordinatrice del Progetto.
Il Liceo Artistico “Soleri Bertoni” di Saluzzo è presente sul territorio cuneese sia come percorso Liceale tradizionale sia con una Sezione Carceraria attiva presso la Casa di Reclusione R. Morandi, carcere di Alta Sicurezza (AS3).
L’indirizzo di entrambe i Corsi è quello del Design declinato in due curvature:
- Arte del legno e dell’arredo
- Arte dei metalli e dell’oreficeria
L’intento della formazione scolastica all’interno di un carcere è plurimo: non si tratta solo di trasmettere nozioni ma di far superare la ritrosia verso l’apprendimento, di trasmettere valori ignorati, o dimenticati, attraverso i contenuti didattici ed il dialogo costante, privo di giudizio e di pregiudizio.
Sicuramente il Liceo Artistico, essendo ricco di attività laboratoriali, favorisce questo percorso e consente al detenuto di scoprire talenti personali inaspettati che modificano la percezione di se stesso.
L’obiettivo successivo è quello di riuscire a modificare l’opinione diffusa che nel detenuto non vede la persona ma il suo reato, negando di fatto la possibilità di un recupero sociale.
Nel febbraio 2023 l’invito a partecipare al 20°Concorso Internazionale di Arte orafa “Nicola da Guardiagrele” pervenuto dall’Ente Mostra Artigianato Abruzzese ha offerto l’opportunità di lavorare per il raggiungimento di questi obiettivi partendo dai contenuti proposti:
Donne e gioiello, da sempre un binomio inscindibile di bellezza e potenza comunicativa. In Iran ed altre parti del mondo, le donne lottano per la libertà e la dignità e spesso perdono la vita.
Sulla base del tema del concorso: la creazione di un gioiello che sappia evocare la bellezza delle donne, trasmetterne i complessi stati d’animo e coinvolgere nelle loro emozioni è nato un progetto che si è concluso con la realizzazione di tavole progettuali e manufatti nati dalla collaborazione fra studenti del corso liceale regolare, classe 5DA, e studenti della Sezione Carceraria, 3DC e 4DC, tutti appartenenti all’indirizzo Design dei metalli e dell’oreficeria.
Il tema scelto è stato quello suggerito dal regolamento del Concorso: “….In Iran ed altre parti del mondo, le donne lottano per la libertà e la dignità e spesso perdono la vita. ….” che ha permesso di sviluppare un percorso interdisciplinare dai significati profondi e motivanti che hanno riguardato anche le tematiche dell’Educazione civica e dell’attualità.
L’argomento è stato affrontato dapprima a livello storico, con un incontro tenuto dal
Professor Gigi Garelli, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, esperto di storia contemporanea, per conoscere il contesto storico dell’Iran e le protagoniste della lotta per il diritto alla libertà, per il diritto di esprimersi, di essere se stesse.
Già questo primo incontro è avvenuto all’interno del penitenziario, riunendo nello stesso spazio fisico ragazzi e detenuti. Da questo momento si è avviata una serie di incontri finalizzati al proseguimento del Progetto, all’inizio timidamente, mettendo fianco a fianco giovani liceali con studenti detenuti che in questi ragazzi vedono figli, nipoti, opportunità di confronto fra generazioni e realtà così diverse.
Tante le emozioni: superare la vergogna del proprio stato, la vergogna di essere rinchiusi, di non essere bravi quanto i ragazzi, il timore di non poter reggere il confronto… il timore di essere ancora una volta giudicati. E da parte dei ragazzi, la sfida di superare la paura dell’incontro con una realtà sconosciuta e temuta.
E invece alla fine il percorso ha avuto un esito positivo: ritrovarsi a ragionare insieme, per individuare argomenti, immagini, simboli che possano essere tradotti in un gioiello, in un altro simbolo che si faccia espressione della lotta per una società più equa combattuta dalle donne iraniane. Scoprire che coloro che “stanno dentro” sono uomini come quelli che “stanno fuori”, hanno figli e mogli, genitori e preoccupazioni simili.
A poco a poco il Progetto si è sviluppato in tutte le sue fasi: disegnare, progettare, realizzare prototipi, scoprire che in un mondo così cupo e chiuso si può comunque creare; superare pregiudizi, confrontarsi, magari sorridere e condividere un vassoio di dolci del biscottificio interno al carcere. Conoscere il metodo progettuale digitale, la modellazione 3D, il fotoritocco, l’impaginazione e gli strumenti del “mondo fuori”, per poi unirle alle competenze più manuali, più artigianali del “mondo dentro”.
Alla fine, al di là del riconoscimento ottenuto, certamente gradito, possiamo affermare che è stato conseguito l’obiettivo più importante, la sfida più grande:
Varcare la soglia, oltrepassare il muro, superare la reticenza, la paura dell’incontro con la parte più temuta della società.
A suggello del valore del percorso il 27 agosto a Guardiagrele, in provincia di Chieti, i lavori presentati dal Liceo Artistico saluzzese sono stati premiati con un riconoscimento appositamente istituito per evidenziare il valore del progetto sia per i risultati sul piano artistico, sia per il valore raggiunto in termini di inclusione sociale: un esempio di Artigianato come fonte di Libertà e di Futuro, riprendendo il titolo del Convegno che ha preceduto la premiazione.





