Nuovo ospedale di Cuneo, spunta il “piano C”, che prevede l'utilizzo dei 148 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per realizzare una struttura su piazza Cavalieri di Vittorio Veneto (perché no ampliandola a comprendere il palazzo dell'Inps) e un parcheggio sotterraneo, ristrutturando anche l'edificio del S.Croce grazie ai denari dell'antisismica, collegando le due strutture tramite una passerella aerea su via Bassignano. E lasciando il Carle alla lungodegenza.
La proposta non appare come molto differente da quella che, ormai da anni, portano avanti i consiglieri comunali cuneesi delle liste di minoranza Cuneo Mia, Cuneo per i Beni Comuni e Indipendenti (che hanno scelto di fare del mantenimento dell'ospedale nel centro della città e del rifiuto dell'opzione di finanziamento pubblico-privata i baluardi del loro pensiero in merito alla sanità locale e al nuovo nosocomio). Ma arriva da tutt'altri banchi, quelli del consiglio regionale. E da tutt'altra voce: quella del capogruppo di Fratelli d'Italia, Paolo Bongioanni.
Una posizione, quella espressa recentemente e riportata anche da un noto settimanale locale, che si configura come critica rispetto all'iter di valutazione del progetto del partenariato pubblico-privato presentato dal gruppo della famiglia Dogliani. Ma che comunque ne rispetta le prassi e (appunto) si propone come opzione ulteriore. Vedremo nel prossimo futuro se plausibile oppure no.
Boselli prende atto: “Divisione nel centrodestra regionale?”
Chi però ha certamente gradito l'esternazione del capogruppo regionale di FdI è Giancarlo Boselli (Indipendenti), che l'ha commentato sul proprio profilo Facebook: “La presa di posizione sulla vicenda ospedale di uno degli esponenti più importanti della maggioranza di centrodestra che governa la Regione, il Capogruppo di Fratelli d’Italia, è di grande rilievo” ha detto.
“Apre una divisione nel centrodestra regionale e in quello cittadino sulla localizzazione della struttura e contraddice totalmente la linea dell’assessorato alla sanità. Infatti dice, se il partenariato fallisce, lasciamo l’ospedale dov’è”.





