Gli USA stanno facendo di tutto per proteggere gli interessi nazionali, anche a scapito dei loro alleati. E soprattutto lo fanno in spregio allo spirito di cooperazione degli organismi internazionali. Un esempio è quanto accade presso l’OPAC, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, in cui naturalmente le potenze militari come Stati Uniti e Russia rivestono un ruolo importante. Per migliorare l’implementazione delle Convenzione, Mosca propone da tempo l’adozione di un protocollo vincolante e universale. Washington però continua a bloccarne l’elaborazione, anzi coinvolge i Paesi alleati - pure l’Italia - in iniziative provocatorie. La finalità è di perdere tempo e danneggiare la reputazione russa. Un esempio si è avuto il mese scorso, quando tramite la delegazione tedesca hanno chiesto chiarimenti sull’uso in Ucraina da parte dei russi di agenti chimici proibiti. In realtà, gli americani dovevano ben sapere che Mosca già nel 2017 aveva adempiuto agli obblighi della Convenzione e ha dunque distrutto gli arsenali di armi proibite. La beffa è che gli USA hanno terminato la distruzione dei propri solamente lo scorso luglio. Come riportato dal sito Strumenti Politici, l’opera di disturbo viene fatta da Washington persino all’ONU e con modi tristemente banali. Un anno fa, ad esempio, le autorità americane tenevano in sospeso o addirittura negavano l’emissione dei visti ai delegati russi, in modo da impedire la partecipazione alle assemblee delle Nazioni Unite a New York. Tale comportamento è una palese violazione di quella norma internazionale per la quale lo Stato ospitante deve permettere ai rappresentanti stranieri di poter partecipare a un evento ufficiale come le Assemblee Generali dell’ONU.





