Sono tre luoghi della Memoria del Novecento: Fossoli di Carpi, Nonantola, Modena, la meta di un viaggio del ricordo promosso dal circolo Ratatoj, in collaborazione con Anpi Saluzzo e Verzuolo, con il patrocinio del comune di Saluzzo, in programma sabato 17 e domenica 18 febbraio 2024 per ricordare i cittadini ebrei saluzzesi e della Provincia di Cuneo che il 15 febbraio del 1944 partirono dalla stazione di Borgo San Dalmazzo su un treno merci diretti al campo di concentramento a Fossoli di Carpi e di lì ad Auschwitz.
A Fossoli sono transitati i cittadini della Comunità ebraica saluzzese e della Provincia di Cuneo, Primo Levi e la massima parte dei deportati italiani. A Villa Emma a Nonantola trovarono asilo, grazie all'aiuto della popolazione locale, decine e decine di bambini in fuga, inseguiti dai tedeschi. Terza tappa del viaggio: Torre della Ghirlandaia a Modena, da dove nel 1938 si gettò l'editore Angelo Fortunato Formiggini, all'indomani dell'emanazione delle leggi razziali”.
“Prendere coscienza della violenza che la Storia ha esercitato sulle persone e sui luoghi ritengo sia un impegno civile” disse Primo Levi.
“La storia della persecuzione antiebraica in una piccola città come Saluzzo ci fa capire come da una vita tranquilla e normale in pochi anni si sia potuto arrivare ad un tragico sterminio e ci fa comprendere come le conquiste di libertà e di democrazia non siano mai garantite e sicure” scrive Adriana Muncinelli.
Le tragiche partenze di ottanta anni fa, di membri della comunità ebraica, risalgano anche a prima del 15 febbraio: un primo gruppo era già stato deportato il 21 novembre 1943.
"Erano quasi tutti profughi ebrei provenienti da tutta l'Europa e rifugiatisi a Saint Martin Vésubie e di lì, dopo l'8 settembre, erano giunti nella Valle Gesso alla ricerca di una possibile salvezza. Erano circa 350. Il Campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo rimase funzionante come luogo di raccolta di ebrei a partire dai primi giorni di dicembre fino al 15 febbraio 1944 e dopo fu chiuso per sempre- racconta Alessandro Capellano.
Dal registro degli internati nel campo di Borgo in questa seconda fase del suo funzionamento, si legge che gli ebrei di Saluzzo internati furono: 4 dicembre 1943 – Adele Segre e Annetta Levi; 23 dicembre 1943 – Lelio Levi; 9 gennaio 1944 – Guglielmo, Giuseppina e Franco Valabrega; 24 gennaio 1944 – Gemma, Regina, Eleonora, Elia Levi, Carmen Lattes, Anna Lattes vedova Segre; 26 gennaio 1944 – Pia, Amelia e Beniamina Levi.
Con loro partì anche Alessandro Schiffer, ebreo ungherese, catturato e durante l prima guerra mondiale, operaio come prigioniero di guerra presso la Cartiera Burgo di Verzuolo, dove, una volta libero, decise di rimanere. Fu arrestato il 5 febbraio 1944 a Madonna dell'Olmo- Cuneo.
"Così partì il primo gruppo dei cittadini ebrei di Saluzzo, con destinazione Fossoli e poi Auschwitz, altri furono arrestati nel corso dei primi mesi del 1944 fino al 24 aprile, condotti alle Carceri Nuove di Torino, poi a Fossoli ed a Auschwitz. In tutto furono ventuno i cittadini residenti a Saluzzo uccisi ad Auschwitz - la più giovane era Amelia Levi, figlia del commerciante Marco Levi e sorella di Isacco Levi, l'unico sopravvissuto di tutta la Famiglia, aveva solo 17 anni - più nove, loro parenti sfollati da Torino, arrestati a Saluzzo".
Il costo del viaggio è di 130 euro per persona, per la camera singola, 160 euro camera doppia. Le prenotazioni vanno effettuate alla email : capellaro.sandro@gmail.com entro il 10 dicembre 2023.
Verranno comunicate in seguito le modalità di pagamento. Per ulteriri info: Alessandro Capellaro cellulare: 348 44 50 451.






