Attualità - 26 novembre 2023, 19:20

A Verzuolo corteo per il rispetto, contro la violenza sulle donne

I partecipanti si sono trovati di fronte alla panchina rossa sulla piazza Martiri della Libertà per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, lanciando un forte appello all'educazione e al rispetto come pilastri fondamentali per un futuro senza violenza di genere

La conclusione del corteo di Verzuolo, davanti alla panchina rossa, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

La conclusione del corteo di Verzuolo, davanti alla panchina rossa, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne si è tenuto a Verzuolo un corteo che si è concluso sulla centrale piazza Martiri della Libertà di fronte alla panchina rossa.

Hanno presenziato persone di ogni età assieme alle autorità civili e militari, tra loro anche il Luogotenente Roberto Besante della stazione dei Carabinieri di Verzuolo.

Il sindaco Giancarlo Panero nel suo discorso ha gridato a gran voce: “Siamo qui per dire no alla violenza e sì al rispetto”!

Sulla panchina rossa è stata apposta la targa con il numero di telefono 1522 per il sostegno e l’aiuto alle vittime di violenza e stalking, assieme al logo del centro antiviolenza Mai + sole e la frase tratta dalla Divina Commedia, Canto V dell’Inferno, ‘E il mondo ancor m’offende’.

L'Amministrazione comunale di Verzuolo ha attivato il progetto con 'Nuove Rotte', grazie al supporto dell'Associazione Mai + Sole.

"Non un solo minuto di silenzio, non un solo minuto di rumore - continua Panero - ma un anno, meglio una vita intera di educazione e di impegno. Non possiamo permetterci di restare in silenzio di fronte alle cifre spaventose di femminicidi che si accumulano inesorabilmente. L'educazione è la chiave per spezzare il ciclo della violenza. Dobbiamo insegnare rispetto, consentire la consapevolezza e promuovere una cultura che abbracci la diversità e la parità di genere. La violenza, come ben sappiamo - conclude Panero -, è debolezza, non è forza. Non costruisce, ma distrugge. Solo la cultura costruisce bene. Guardiamo anche al di là dei nostri confini,  alle realtà in cui le ragazze sono private dell'istruzione, dove l'abuso è giustificato da dogmi culturali”.

 

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