Attualità - 26 novembre 2023, 10:01

Violenza sulle donne, Lagnasco celebra la giornata in ricordo delle vittime guardando al cambiamento culturale

Appuntamento venerdì 24 novembre, con l'introduzione del sindaco Dalmazzo e l'assessore Bertola: protagonisti i monologhi teatrali di "Viola d'Amore" e il dibattito "Codice Rosso"

Il Luogotenente Fabrizio Giordano, il Maresciallo Stella Riverditi, Adonella Fiorito e Luisa Sacchetto

Il Luogotenente Fabrizio Giordano, il Maresciallo Stella Riverditi, Adonella Fiorito e Luisa Sacchetto

“Questa mattina non mi son svegliata e l'invasore ce l'avevo in casa. Inseguita, controllata, minacciata…” con le toccanti parole scritte da Vinicio Capossela nella brano ‘La cattiva educazione’ si è aperto nella serata di venerdì 24 novembre l’incontro che il Comune di Lagnasco ha organizzato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Ad introdurre la serata dal titolo ‘Viola d’amore’ il sindaco Roberto Dalmazzo con l’assessore Raffaele Bertola che hanno ricordato le tante vittime della violenza di genere tra cui Giulia Cecchettin e, anziché far osservare al pubblico un minuto di silenzio o di rumore hanno fatto sentire la recente canzone “La cattiva educazione” che Vinicio Capossela ha scritto sulla violenza di genere le cui parole erano accompagnate dalle toccanti immagini del video.

Prima dello spettacolo teatrale  ‘Viola d’amore’ della compagnia ‘Lucechevola Teatro’ il regista, attore e speaker di radio Beckwith Claudio Petronella  ha moderato l’incontro ‘Codice Rosso: sensibilità all’ascolto’, dedicato a esplorare in dettaglio il tema della violenza di genere nel contesto locale, come si è evoluto e quali sono gli strumenti a tutela delle persone vittime di violenza.

Sono intervenuti il Luogotenente Fabrizio Giordano, comandante della stazione dei Carabinieri di Saluzzo, il maresciallo Stella Riverditi, la presidente e fondatrice dell’associazione "mai + Sole" Adonella Fiorito, l’avvocato Luisa Sacchetto, consigliera comunale di Lagnasco con delega alle pari opportunità.

Il Luogotenente Fabrizio Giordano è partito proprio dal concetto di ‘non educazione’ espresso nella canzone di Capossela affermando: “Nella stazione dei Carabinieri di Saluzzo ci siamo educati da tempo – ha detto usando un gioco di parole – attraverso la bellezza dell’arte e la conoscenza della storia. Abbiamo pensato che volevamo ‘meravigliare’ le vittime di violenza di genere attraverso non solo la protezione, ma anche il coraggio. Ritengo che queste persone abbiano delle ferite che non sempre sono visibili agli occhi. Abbiamo realizzato in caserma una stanza accogliente che trasmettesse serenità in cui è stato fedelmente riprodotto l’affresco di una delle nove eroine del sala baronale del Castello della Manta: Lampeto la regina delle Amazzoni, che  vestita in abiti medievali tiene in mano l’elmo che può indossare per difesa, ma anche dopo averlo tolto in segno di vittoria. Dobbiamo essere capaci di ascoltarle, di mettere a proprio agio chi si reca in caserma per segnalare un evento intimo e doloroso - conclude Giordano Per questo motivo abbiamo creato questa stanza, aumentando l'accoglienza e l'attenzione alle esigenze delle persone che si rivolgono a noi è una componente fondamentale di questo percorso”.

Il progetto della stanza per le vittime di violenza si è potuto realizzare grazie al Fai (Fondo ambiente Italiano) Asentiv 2020 e lo Zonta Club Saluzzo. E ad accogliere le persone c’è anche il maresciallo Stella Riverditi che ha raccontato come per mettere a loro agio le donne che si rivolgono alla stazione dei Carabinieri di Saluzzo cerca di creare con loro empatia. “La violenza oltre che fisica – dice il maresciallo - può essere anche verbale,  psicologica e con atti persecutori”.

Il maresciallo Reverditi, proviene dalla stazione dei Carabinieri di Lodi e  ha notato la forte sensibilità che c’è nella caserma di Saluzzo dove le vittime vengono accolte in un clima di riservatezza e di protezione.

La persona che si presentaracconta Riverditi - deve innanzitutto fidarsi di noi che le spieghiamo tutto l’iter, dalla querela all’atto processuale spiegando loro anche che esistono i centri antiviolenza come Mai +Sole. Si deve abbattere il muro dell’indifferenza e non ignorare le richieste di aiuto di che ne ha bisogno.

Ha poi preso la parola Adonella Fiorito fondatrice e Presidente di Mai + Sole il centro antiviolenza con sede a Savigliano che ha spiegato come è nata l’associazione nel 2006, dopo una grande formazione proprio per aiutare le vittime di violenza. “Sul territoriodice Fiorito - non c’era nessuno che si occupava di questo. Oltre ad ascoltare le vittime di violenza abbiamo messo loro a disposizione delle case ‘segrete’ per proteggerle e degli avvocati e psicologi creando una rete di aiuto. Mai + sole vuole essere ‘una strada di mezzo’ prima di andare dai Carabinieri, cerchiamo di rendere, chi si rivolge a noi, consapevole di quello che dovrà affrontare sino ad arrivare alla querela”.

Luisa Sacchetto in veste di uno degli avvocati di Mai + Sole, oltre che consiliare del Comune di Lagnasco ha parlato della panchina rossa che ricorda il femminicidio di Manuela lagnaschese uccisa dal marito nel 2012. “La prevenzione , protezione e punizione devono essere il punto focale delle amministrazioni con l’intento di cercare di portare un cambio culturale nella popolazione” ha detto Sacchetto.

All’incontro è seguito lo spettacolo teatrale “Viola d’amore” in cui quattro attori: Claudio Petronella nei panni anche di regista, Maria Teresa Ceruti, Eleonora Conte, e Flavia Esposito seduti ad altrettanti tavoli, condivisi con gruppi di pubblico, hanno raccontato le storie di Maria, Giulia, Jessica vittime di violenza e di Mauro ‘carnefice’.

Persone vulnerabili che, dopo aver toccato il fondo, grazie all’aiuto di altre persone sono ritornate a rivivere.

La serata si è conclusa con un ballo liberatorio in cui gli attori hanno coinvolto il pubblico sulle note di “Viola d’amore”  una vecchia canzone cantata nel 1970 da Gian Pieretti da cui è stato tratto il titolo dei commoventi monologhi recitati dai quattro attori.

Anna Maria Parola

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