Per il secondo anno consecutivo, il Comune di Bra si sta impegnando per offrire una sistemazione a famiglie in difficoltà. Spiega l’assessore alle politiche sociali Lucilla Ciravegna: "Abbiamo sollecitato l’Atc (l’Agenzia territoriale per la casa) perché metta a posto alcuni alloggi del territorio attualmente non agibili che richiedono piccoli interventi, di cui copriamo il 25% della spesa complessiva. L’anno scorso abbiamo recuperato dieci alloggi, ora undici, per un costo di 60 mila euro (di cui 15 messi dall’Amministrazione). Al momento, sette di questi sono a disposizione, i restanti lo saranno nei prossimi mesi. Le case saranno dunque affidate a nuclei famigliari secondo una graduatoria".
Nonostante nel 2023 sia stato dunque possibile esaudire un maggior numero di richieste, il panorama non è confortante. "Abbiamo affrontato situazioni al limite della criticità, alcuni nuclei, anche con minori a carico, erano sotto sfratto". Il problema della ricerca di un tetto resta infatti all’ordine del giorno: molte sono le richieste di una sistemazione che giungono alla Caritas e agli uffici comunali, che ricevono una media di due famiglie a settimana. "Le cause non sono esclusivamente economiche: a volte è il proprietario che vuole vendere. C’è una fascia grigia di persone che possono contare su uno stipendio e sono in grado di pagare l’affitto, ma non riescono a trovare alloggi disponibili. Il mercato immobiliare sul braidese è infatti bloccato e i proprietari sono sempre più selettivi". Ciravegna sottolinea dunque una misura che il Comune sta portando avanti su questo fronte: l’affitto a canone concordato, aiuto per entrambe le parti. Questo fornisce infatti al proprietario agevolazioni sull’Imu e Irpef, agli affittuari in difficoltà dei contributi messi a disposizione della Regione.





