Va in pensione tra due giorni, il 31 dicembre, Elio Liboà, da tre anni e mezzo Capo Distaccamento della caserma dei vigili del fuoco di Saluzzo.
Sessant'anni, originario di Morozzo e residente a Villanovetta di Verzuolo, ha 41 anni di servizio, a vario titolo, nei vigili del fuoco delle varie sedi della provincia.
“Avevo iniziato nel 1982 con il servizio di leva come ausiliario dei vigili del fuoco - racconta - ma il mio amore risale all’infanzia. Mio padre Andrea era un vigile volontario a Morozzo e, da bambino, lo vedevo indossare la divisa che già amavo. Ero sempre spettatore estasiato quando lo vedevo uscire in squadra con il grosso camion dei pompieri".
Come è iniziata la sua carriera professionale?
"Dopo il corso a Roma, per 8 anni, ho svolto attività come volontario al distaccamento di Morozzo, per poi diventare effettivo dopo il concorso nel 1991.
Dal comando provinciale di Cuneo sono stato destinato ad Alba e poi a Mondovì fino al 1997, poi a Cuneo nella sede centrale fino al 2011, poi come caposquadra ancora ad Alba, Saluzzo, Cuneo e nuovamente a Saluzzo.
Per limiti di età non posso più continuare ed è giusto lasciar perdere. Anche se pompiere lo si rimane per sempre: lo spirito ti entra dentro e non esce più".
Sono molti i ricordi e gli interventi legati alla divisa.
"Nella mia carriera ne ho viste tante. Oltre ad interventi di routine, ho partecipato ai soccorsi dopo diverse calamità nazionali, tra cui i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia, gli incendi in Liguria o nelle Marche o nelle regioni vicine.
La mia prima calamità la ricordo bene: fu nel 1994, durante la devastante e drammatica alluvione del Tanaro, quando ero giovane vigile a Mondovì".
La missione più tenera?
Sono numerose. Quando riesci ad aiutare una persona o un animale in difficoltà, non c’è niente che ti dia più gioia e soddisfazione".
In questi anni è mutato molto l’approccio ai vostri interventi?
"Si, grazie alla tecnologia, che ha portato cambiamenti non indifferenti, ai materiali di nuova generazione, agli automezzi e soprattutto alla continua formazione del personale con addestramenti specifici".
Tanti i ringraziamenti prima di andare in pensione.
"Ringrazio tutti i colleghi che mi hanno supportato e sopportato e, in particolare, i “ragazzi” e le “ragazze” del Distaccamento di Saluzzo, sede dei miei ultimi tre anni di servizio, con cui si è instaurato un rapporto fantastico.
Così come con i volontari di Venasca, Barge, Savigliano, Racconigi e Busca, con i quali ho sempre collaborato molto bene".
Posata la divisa, cosa farà in pensione?
“Farò un po’ di sport e mi riposerò. Cercherò di viaggiare. Mi piacerebbe andare a New York, al memoriale delle Torri Gemelle, dove sono morti tanti pompieri l’11 settembre 2001. Noi vigili del fuoco siamo come fratelli in qualsiasi parte del mondo”.





