Attualità - 22 gennaio 2024, 11:01

Anche a Cuneo la "sparizione" del commercio di vicinato: troppo favorita la grande distribuzione?

A darsi una risposta e a chiedere lo stop alle autorizzazioni il consigliere Boselli. Intanto Confesercenti e Confcommercio lanciano l'allarme per una crisi (forse) inarrestabile

Il municipio di Cuneo

Il municipio di Cuneo

L’insediamento della grande distribuzione ha colpito in modo pesante il commercio e le attività di vicinato, contribuendo all’impoverimento della vita sociale e al degrado dei quartieri e delle frazioni. A fronte di questa situazione l’amministrazione continua a insistere in una politica urbanistica e del commercio di incomprensibile ulteriore espansione del numero di grandi magazzini”.

A parlare – o meglio, a scrivere – il consigliere comunale cuneese Giancarlo Boselli (Indipendenti), autore di una mozione d’indirizzo in discussione nel prossimo consiglio comunale sul tessuto commerciale cittadino (declinato, soprattutto, nell’ottica di elemento fondante del “benessere” di quartieri e frazioni.

Sì al sostegno al commercio di vicinato, no ad altre autorizzazioni

Il consigliere torna quindi a sottolineare la propria contrarietà al proliferare in città di nuove strutture dedite alla grande distribuzione commerciale, chiedendo al consiglio comunale di impegnare sindaco e giunta a convocare al più presto la commissione consiliare competente per decidere su iniziative e indirizzi che possano bloccare questo stato di cose.

Insomma, sì a nuovi provvedimenti a sostegno e incentivazione dell’apertura di attività commerciali di quartiere e frazione e stop all’autorizzazione dei nuovi grandi insediamenti.

Emblematico in questo senso come negli ultimi incontri della commissione consiliare urbanistica i consiglieri coinvolti hanno analizzato i progetti e le intenzioni dell’amministrazione comunale rispetto all’area ex-Enel e quella compresa tra corso De Gasperi, via degli Artigiani e via Olivetti. In entrambe si prevede la realizzazione di nuove aree commerciali (rispettivamente da 2.094 e 2.500 metri quadri).

Bancheri (Confesercenti): "In atto 'sparizione collettiva'"

Timori, quelli espressi dal consigliere, che vengono ripresi anche da Confesercenti Piemonte.

Il presidente regionale Giancarlo Bancheri, infatti, ha recentemente sottolineato come dal 2013 al 2023 le nuove aperture di negozi siano crollate da 4.581 a 1.380 (quasi -70%). Una “sparizione collettiva” che, nel 20230, rischia di far scendere il dato sotto le 1.000 unità e che rivela una triste realtà: (quasi) nessuno punta più sul commercio tradizionale.

Nonostante le difficoltà Confcommercio loda il "modello Cuneo"

Una crisi forse inarrestabile che – secondo i presidenti provinciale e di Cuneo di Confcommercio Imprese per l’Italia Luca Chiapella e Roberto Ricchiardi – si aggiunge agli strascichi di quelle legate alla pandemia, al climate change e allo scoppio delle ostilità tra Russia e Ucraina e Israele e Palestina. Entrambi hanno però lodato la risposta del tessuto commerciale cuneese rispetto a queste stesse difficoltà.

Secondo gli ultimi dati Istat la vendita al dettaglio segna un risultato positivo con l’aumento dei volumi – ha detto Chiapella negli scorsi giorni - : nell’alimentare, però, è chiarissimo come i consumatori abbiano messo meno merce nel carrello”.

Simone Giraudi

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