Attualità - 14 febbraio 2024, 12:17

Domani a Cuneo si proietta il film "Sotto la neve, pane" in ricordo dello scrittore Nuto Revelli

Il film, del regista Remo Schellino, sarà visibile al Cinema Lanteri alle 21

Domani a Cuneo si proietta il film "Sotto la neve, pane" in ricordo dello scrittore Nuto Revelli

Sono ormai trascorsi vent'anni dalla scomparsa dello scrittore-partigiano cuneese Nuto Revelli e per omaggiare la sua memoria domani, al Cinema Lanteri di Cuneo alle 21, sarà proiettato il film Sotto la neve, pane” del regista Remo Schellino.

Ho conosciuto Nuto all’inizio degli anni ‘90 – scrive il noto regista Schellino -. Con lui mi ero confrontato sul lavoro che stavo iniziando come documentarista cinematografico. Ero agli inizi del mio progetto di “protezione della memoria” del mondo partigiano, contadino, del lavoro, delle battaglie politiche, che ho conosciuto anche attraverso mio padre e mia madreLa grande lezione di Nuto è stata quella di non aver mai perso di vista il racconto del “vinto”, a volte narrato con flebile voce, altre con impetuosa rabbia . Così per me – continua Schellino - il cinema è un modo di guardare, ascoltare e capire la realtà.

Per questo, preferisco immagini ferme, attente, desiderose di mostrare quello che c'è dentro una storia, dentro l'inquadratura, sui volti, negli occhi, nei sorrisi e nelle commozioni.

È questa la mia idea di cinema e questo lo devo a Nuto.

Il titolo nasce da un antico proverbio contadino secondo il quale sotto la coltre di neve il seme non gela, ma germoglia per poi diventare frumento, farina per il pane che da sempre è simbolo di vita.

Analoga è la vita dell’anziano che sotto il peso degli anni ricorda e protegge il sapere e la saggezza popolare.

Così diceva Nuto:“I miei interlocutori più validi sono gli anziani perché sanno. I vecchi sono narratori e attori straordinari. Accettano sempre il dialogo, hanno voglia di parlare”.

Solo così ho potuto raccontare la vita di una comunità, i ricordi della mia infanzia. Non ho fatto alcuna censura. Nessun discorso retorico, così non ho tradito la storia di mio padre e di mia madre. Non era nel mio intento parlare di una Langa commerciale – conclude Schellino - ma quella che identifico negli scritti di Nuto Revelli e Beppe Fenoglio e più esplicitamente quella della mia infanzia.”

Il film è un viaggio alla ricerca delle radici del regista Schellino, una riproposizione del lavoro di Nuto “Il mondo dei vinti” in chiave cinematografica. L’ intento del film è quello di aiutarci a non dimenticare un passato forse più semplice, ma certamente ricco di una tradizione millenaria in cui magia e religiosità, lotta per l’esistenza e attenzione per la spiritualità, convivono intensamente. Un viaggio a ritroso nella storia, a partire dal paese natio di Schellino, Belvedere Langhe, passando per l'incontro con gli anziani, da cui sono state tratte le loro storie di vita. Si passa dai ricordi di guerra, al lavoro, alla medicina popolare, la scuola, il rito dell'uccisione del maiale, la caccia, la nascita di un vitello, il ruolo di un sindaco donna negli anni ’70, l’incontro tra il nord e il sud nei matrimoni detti “misti” degli anni ’70 e ’80, la vita e la morte. Vengono raccontate, quindi, le storie di vita di Michele e Piero Beccaria, Maria Raviola, Elsa Sandrone, Elsa Raviola, Bartolomeo Ballauri, Letizia Agosto, Giuseppe Fia, Lorenza Masante, Giovanni Bovetti, Michele Agosto, Ubaldo Broccardo, Felice Sottimano, Teresa Dalmazzone, Carla Pautasso, Rosina Odello, Maria Rolfo, Vincenzina Revelli e Giovanni Fazzone.

Da anni – spiega Schellino - i miei lavori sono legati principalmente dalla testimonianza orale, fulcro centrale del racconto, testimonianza vissuta, utile a capire meglio il contesto del territorio e in questo caso di una società contadina”.

Il film “Sotto la neve, pane” ha ricevuto, nel 2014, il premio di antropologia visiva al Festival Culturale Costantino Nigra con la seguente motivazione:

“Il film etnografico Sotto la neve pane di Remo Schellino è un viaggio autobiografico nella terra di Belvedere Langhe, fra i coetanei del padre. Si tratta di una generazione di donne e uomini che ha vissuto il Novecento, i suoi drammi e le sue grandi trasformazioni. Il lavoro di Schellino ripercorre quindi, a oltre trent’anni di distanza, le tracce del lavoro e i temi di ricerca di Nuto Revelli. La seconda guerra mondiale, le feste, i lavori agricoli, la casa di Langa sono solo alcuni dei molti temi affrontati dal film. Per gli interessanti e antropologici risultati di questo lavoro di ricerca, la Giuria assegna a Remo Schellino il Premio Antropologia Visiva”.

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