La piscina di Savigliano, che sarà riaperta ad inizio aprile, potrà diventare totalmente di proprietà del Comune.
Si discuterà sull’acquisizione del 50% di proprietà della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano nel prossimo Consiglio comunale previsto per mercoledì 28 febbraio.
I consiglieri saranno chiamati a deliberare sull’approvazione del Protocollo d’intesa per la definizione dell’acquisto della metà dell’impianto che l’Istituto di credito cede al Comune per una cifra di 10 mila euro.
A metà dello scorso novembre, mentre sull’impianto di via Becco d’Ania si stava lavorando da un mese per rimetterlo in sicurezza dopo la chiusura (dal 1° dicembre 2022) per una caduta di una doga che reggeva il controsoffitto, la Banca Cassa di Risparmio di Savigliano aveva comunicato al Comune la volontà di cedere la propria quota relativa al 50% della proprietà per un corrispettivo non superiore a 15 mila euro.
Ma nel recente incontro tra i rappresentanti dell’amministrazione comunale e la Banca Crs, tenutosi lo scorso martedì 13 febbraio, è stata concordata la bozza di una convenzione che prevede la cessione della metà della piscina, da parte dell’istituto bancario al Comune, per 10 mila euro.
“L’attuale piscina comunale si trova in situazione di ammaloramento dovuta all’utilizzo e al fisiologico decorso del tempo e per far fronte al quale, in misura temporanea, si sono avviati i lavori di consolidamento che assicureranno l’utilizzo della struttura ancora per qualche anno” – si legge nella proposta di delibera di acquisizione che sarà messa ai voti durante il Consiglio comunale di mercoledì 28 febbraio.
L’impianto natatorio, è stato costruito nel 1973 dopo un accordo tra i due comproprietari, in seguito al quale la Città di Savigliano sarebbe diventata di diritto proprietaria per di metà dell’impianto natatorio, mentre l'altra metà sarebbe stata della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano.
“La proprietà esclusiva della piscina – spiega il sindaco Antonello Portera che detiene anche la delega allo sport - permetterà al Comune di prendere decisioni più rapide, evitando complicazioni legate alla proprietà condivisa, in attesa che si realizzi quella nuova.
Inoltre - continua il primo cittadino – da qualche anno le banche e i gruppi bancari possono solo acquisire immobili a uso strumentale, ovvero comprare edifici che servono per lo svolgimento delle loro attività finanziarie. Quindi non potrebbero più acquisire l’impianto natatorio”.





