Attualità - 26 febbraio 2024, 07:13

Alba Bra Langhe e Roero Capitali della Cultura 2026: "Non ci sono soltanto vini ed enogastronomia"

I rilievi di Italia Nostra in vista della presentazione del dossier. Il presidente Giretti: "Storia, arte e natura componenti ben presenti nell’Albese, da rivalutare correttamente in ogni occasione"

Una veduta del castello di Grinzane e dei vigneti che lo circondano

Una veduta del castello di Grinzane e dei vigneti che lo circondano

Riceviamo e pubblichiamo. 

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Già nell’ambito del documento interassociativo di dicembre 2023, “Costruiamo oggi l’Alba del 2040”, questa sezione di Italia Nostra ha espresso brevemente alcuni concetti basilari su quanto va evidenziato: tutela dell’ambiente (soprattutto boschivo e salutare), salvaguardia del centro storico della città.

Tuttavia queste ed altre considerazioni vanno enunciate, con riferimento al progetto programmatico per “Alba. Città della cultura 2026” che è in fase di presentazione pubblica.

Tale piano propositivo (elaborato da un Comitato in cui non sono rappresentate le associazioni culturali) perlopiù esprime ancora evidenti preponderanze verso l’enogastronomia, la produzione vitivinicola, il turismo ecc., ma non considera con rilevanza altri aspetti notevoli del territorio comunale e della zona.

Non solo non vi compaiono riferimenti al necessario rapporto con la problematica generale del cambiamento climatico, ma pare non debitamente rilevato proprio il patrimonio culturale e ambientale nel suo insieme, nelle sue valenze determinanti per lo sviluppo socio-economico rispettoso delle preesistenze locali.

Un programma operativo, volto alla salvaguardia della biodiversità ancor presente nella zona e del paesaggio autoctono, andrebbe prefigurato anche in quella occasione col massimo rilievo. Sono i fattori che caratterizzano culturalmente Alba e il territorio circostante delle Langhe e del Roero.

Inoltre, in quel contesto propositivo non andrebbero sottaciuti proprio i beni culturali, la cui determinazione dovrebbe, con altri fattori, orientare il piano per “Alba. Città della cultura 2026”. Però manca un’indagine preliminare, atta a prefigurare temi da evidenziare, propositi tali da produrre eventi specifici, recuperi, promozione mirata. 

Se non si prospetta la necessaria valorizzazione del patrimonio storico-artistico e ambientale della zona, oltre ai soliti argomenti già ben trattati in vari modi, parrebbe meno convincente la scelta per una valida candidatura integralmente caratterizzata.

Storia, arte e natura sono componenti ben presenti nell’Albese, da rivalutare correttamente in ogni occasione.

Roberto Giretti, presidente della Sezione albese di Italia Nostra

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