Politica - 08 marzo 2024, 10:23

Saluzzo, Fratelli d’Italia propone una “rosa” da cui attingere il candidato sindaco del centrodestra

Dalla riunione di ieri sera sono emersi i nomi di: Giovanni Damiano, Dario Miretti, Renato Pagliero e, a sorpresa, anche quello dell’ex parlamentare leghista Guido Rossi. Oggi saranno sottoposti al vaglio del tavolo regionale

Saluzzo, Fratelli d’Italia propone una “rosa” da cui attingere il candidato sindaco del centrodestra

A Saluzzo, dopo la rinuncia dell’avvocato Chiaffredo Peirone, il centrodestra cerca affannosamente un candidato sindaco da mandare in campo per le comunali.

Ieri sera c’è stata un’ennesima riunione nella sezione di Fratelli d’Italia, dopo quella turbolenta di domenica mattina, partito cui spetta – nella spartizione provinciale - indicare il candidato sindaco.     

Sono ritornati a Saluzzo i maggiorenti del partito: il presidente provinciale William Casoni, la deputata  Monica Ciaburro, il commissario locale Roberto Mellano. Era assente il capogruppo regionale e vicesegretario regionale Paolo Bongioanni, rappresentato però dal suo braccio destro Rocco Pulitanò.

Una riunione, quella di ieri sera, meno affollata rispetto a quella di domenica, al termine della quale è scaturita una rosa di nomi che verranno portati oggi pomeriggio al tavolo regionale del centrodestra convocato a Torino cui prenderanno parte gli esponenti regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.

I nomi emersi sono quelli di Giovanni Damiano, presidente dell’associazione in difesa dell’ospedale cittadino “Officina delle Idee”, Dario Miretti, presidente del Parco del Monviso, Renato Pagliero, funzionario della pubblica amministrazione ed ex amministratore comunale in città e – a sorpresa – Guido Rossi, ex parlamentare della Lega.

 Sul piano locali gli alleati di Lega e Forza Italia non sembrano eccepire.

“Spetta a Fratelli d’Italia – commenta il consigliere regionale della Lega Paolo Demarchi – indicare il nome del candidato sindaco, dopo un’attenta analisi con noi, alleati. Damiano – aggiunge Demarchi – può essere un buon “papabile”, in quanto persona preparata e conosciuta”.

GpT

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