Un modello d’istanza da inviare agli urp delle aziende sanitarie piemontesi – e, quindi, anche provinciali – al fine di ottenere il rispetto delle normative in materia sanitaria. Perché, insomma, la macchina del sistema sanitario nazionale possa in qualche maniera ritornare a funzionare come dovrebbe.
Il documento è stato presentato dal comitato Vivere la Costituzione – che riunisce diverse associazioni cuneesi e la CGIL – nel corso della serata del 9 maggio scorso quando nel salone sottostante la parrocchia del quartiere San Paolo si è tenuta un’assemblea pubblica a difesa del servizio sanitario nazionale. Un’iniziativa non divulgativa ma di protesta che ha raccolto un centinaio di partecipanti, organizzata proprio dal comitato per segnalare come dopo la fine della pandemia da Covid-19 in diverse regioni italiane tra cui il Piemonte non si è realizzato il promesso potenziamento del servizio pubblico, a fronte invece di un quasi esclusivo vantaggio per le strutture sanitarie private.
“Le fasce deboli della popolazione non riescono più a curarsi”
L’istanza è stata fatta propria dai gruppi consigliari di minoranza dei Beni Comuni e di Cuneo Mia, che hanno presentato un ordine del giorno specifico in discussione nel Consiglio comunale del mese in corso.
“Il persistente sottofinanziamento complessivo del servizio sanitario ha fatto emergere gravi criticità in particolare nei tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali e talora anche di ricovero che si sono riversate sulle fasce più deboli della popolazione, che non riescono più a curarsi non avendo i mezzi per ricorrere alle strutture private” si legge nel testo del documento.
Si chiede quindi alla sindaca di dare massima diffusione a quest’istanza mettendola anche a disposizione dei cittadini nell’ufficio relazioni col pubblico del Comune.
Il mondo sanitario e il suo 'stato di salute' è stato al centro, anche, del movimentato Consiglio comunale del mese scorso grazie a un ordine del giorno proposto proprio dai Beni Comuni e incentrato sull'adesione all'appello di medici e scienziati per la salvaguardia del servizio sanitario nazionale.
Un documento che - nella serata di giovedì 2 maggio - ha ricevuto l'approvazione dell'intero Consiglio comunale, comprese le forze di maggioranza.





