Riceviamo e pubblichiamo.
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È il paradosso della Granda: cinque anni di un cuneese alla guida della regione e nessun tangibile miglioramento nella qualità di vita della nostra provincia.
La conclusione di opere strategiche è continuamente prorogata: la Asti-Cuneo è ancora un cantiere, l’apertura del tunnel di Tenda scivola avanti di 3 mesi in 3 mesi, il colle di Nava e tutta la val Tanaro sono al collasso, cantieri infiniti sull’autostrada Torino-Savona, nessuna notizia della variante di Demonte.
Non va meglio sul trasporto ferroviario dove, nonostante le reiterate promesse, restano sospese la Cuneo - Saluzzo - Savigliano, la Cavallermaggiore - Bra, la Ceva - Ormea, la Cuneo - Mondovì. Nessuna notizia del raddoppio tra Fossano e Cuneo e dell’elettrificazione tra Cuneo, Saluzzo e Savigliano. Minimo, anzi misero, il programma di servizio sulla Cuneo - Ventimiglia.
Infine la logistica, questione che dovrebbe essere rilevante in una provincia che ha il record dell’export regionale, invece nulla. Il vecchio progetto della Granda retroporto di Vado è stato del tutto accantonato e il sud Piemonte sarà tagliato fuori dalla logistica europea che verrà indirizzata su Genova e poi, col terzo valico, verso la grande piattaforma logistica dell’alessandrino.
Poche e brevi considerazioni che però chiariscono bene come, al di là di tante promesse e troppe parole, la “cura Cirio” non ha affatto prodotto il bene della provincia di Cuneo. È fin troppo evidente che sulle questioni strategiche occorre un altro approccio: meno propaganda e più capacità di ascolto di tutte le istanze invece dei caminetti tra fedelissimi.
Il 31/5 alle 21 a Cuneo presso la sala Falco della provincia rifletteremo sullo stato delle infrastrutture e dei servizi pubblici nella Granda insieme a Chiara Gribaudo, Patrizia Manassero e Gianna Pentenero e presenteremo le nostre proposte, provando a dare un contributo costruttivo.
Mauro Calderoni





