Attualità - 02 febbraio 2025, 12:50

Mondovì, Calici e Forchette: “Si pensi a un nome più comprensivo, coinvolgendo più realtà locali”

L’Accademia della Castagna Bianca di Mondovì scrive all’amministrazione per offrire alcuni spunti sull’organizzazione della manifestazione nata da “Peccati di Gola”

Mondovì, Calici e Forchette: “Si pensi a un nome più comprensivo, coinvolgendo più realtà locali”

Un’analisi chiara e approfondita di quello che non ha funzionato a “Calici e Forchette” - nuovo evento nato dallo storico e consolidato “Peccati di Gola” - e alcune proposte per rendere l’evento di più ampio respiro territoriale, lavorando in rete con tutte le realtà enogastronomiche e produttive del Monregalese. 

Questo il contenuto della lettera che i componenti dell’Accademia della Castagna Bianca di Mondovì hanno indirizzato, negli scorsi giorni, all'amministrazione comunale. 

[L'incontro presso la Casa delle Associazioni]

Un tema molto sentito quello dell'edizione 2024 di “Calici e Forchette” che, come emerso nel contro del dibattito pubblico che si era tenuto lo scorso dicembre, a margine della manifestazione (leggi qui), sembra non rispecchiare l’anima tradizionale della kermesse che avrebbe come obiettivo quello di promuovere le eccellenze del territorio.

Proprio in quell’occasione, presso la casa delle associazioni, tra le richieste più evidenti erano emerse: quella ripensare il percorso, in modo da renderlo più compatto e meno dispersivo e scegliere un nome che doni un'identità più chiara alla manifestazione, anche se dal municipio sembra ferma l'intenzione di non tornare indietro su questo punto. Richiesta la possibilità di pensare a un affidamento triennale per la manifestazione, in modo da agevolare gli organizzatori. 

[L'intervento di Guido Viale dell'Accademia della Castagna Bianca di Mondovì]

A distanza di alcuni mesi i soci dello “Studium Monregalensis Castaneae” ritornando sul tema, affrontando le criticità e proponendo alcuni suggerimenti:

"Giovedì 9 gennaio - scrivono nella lettera inviata al Comune - si è tenuta l’assemblea annuale della nostra confraternita in cui si è stabilito di celebrare nel prossimo capitolo solenne i venticinque anni di attività tesa a “recuperare, tutelare, valorizzare e propagandare i prodotti, la gastronomia, l'enologia e la cucina tipica del Monregalese e promuovere e sostenere, anche patrocinando borse di studio e pubblicazioni, l'attività di ricerca sia nei settori specifici di cui al punto precedente che, più in generale, nella cultura locale” ( art. 2 dello statuto).         

Proprio in considerazione delle nostre finalità, dell’esperienza maturata e dell’apprezzamento ottenuto nei tre giorni del raduno nazionale della F.I.C.E. (la federazione nazionale dei circoli enogastronomici) da noi organizzato nel 2007 e dalle centinaia  di cultori del cibo appartenenti a sodalizi enogastronomici di tutto il nord Italia e delle vicine Costa Azzurra e Provenza che negli anni son venuti a farci visita, riteniamo doveroso far presente il nostro pensiero in merito alla manifestazione enogastronomica che il Comune di Mondovì organizza ad inizio novembre.

La premessa obbligatoria è che alla base di tutto ci dovrebbero stare la conoscenza, l’amore e l’orgoglio per i nostri prodotti - anche nuovi, per carità-, tradizioni e luoghi, in sostanza per la nostra cultura senza bisogno di ricorrere a presunti guru alla moda. 

L’evento, pur tenendosi a Mondovì, deve aver l’ambizione di abbracciare l’intero Monregalese per avere più respiro e cominciare finalmente a “mettere in rete” le varie eccellenze e risorse non solo gastronomiche del nostro territorio dando loro una visibilità e forza che singolarmente non avrebbero. Per far ciò occorre che il Comune si ponga come capofila invitando ufficialmente gli altri Comuni e tutti gli enti del circondario che possano concorrere (pro-loco e associazioni varie) per raccogliere adesioni e far fronte comune per un progetto condiviso.

Per la nostra esperienza anche l’offerta culturale/artistica è sempre risultata un’apprezzata integrazione e allora Piazza si presta al “nutrimento” dello spirito, oltre con il molto che già vanta, anche con mostre occasionali dedicate al territorio (Preghiera Dipinta, Landandè, foto dell’Alta Langa, delle nostre valli).

Concertato il taglio da dare alla manifestazione (che non può che esser di vetrina, promozione e volano turistico ed economico del nostro territorio) questa, perché si svolga al meglio, richiede di lavorarvi un anno per l’altro occupandosi di quella successiva già mentre è in corso la precedente, intervistando gli espositori anche per raccogliere indicazioni su altre eventuali eccellenze e prodotti di nicchia ancora mancanti e andandoli ad invitare per tempo".

"Il nome  - proseguono dall'Accademia della Castagna Bianca di Mondovì - secondo noi dovrebbe esser il più “comprensivo” possibile - la nostra forza è la varietà di prodotti che possiamo mettere in campo – con un “sottotitolo” che ogni anno evidenzi un singolo settore o prodotto (enologia, itticoltura, norcineria, allevamenti vari, formaggi, grano saraceno o turco, legumi, mele, piccoli frutti, la castagna bianca – commercializzata in tutto il nord Italia come” la Mondovì” -  ecc., ecc.) da porre in particolare evidenza invitando, in questo caso sì, produttori ed eccellenze di altre zone.

Il percorso all’interno della manifestazione ospitata a Breo, per metter tutti sullo stesso piano, dovrebbe esser obbligatorio, al massimo con due accessi alle estremità se non con una sola entrata ed una sola uscita - se veramente si vuole tutto è possibile – e in tal caso può esser intervallato da spazi liberi di scorrimento altrimenti mal sopportati.

Eventuali laboratori del gusto e show cooking dovrebbero essere affidati a cultori dell’enogastronomia e dei prodotti locali sia nuovi, che si voglion promuovere, che vecchi, ricorrendo in questo caso a  cuochi custodi della tradizione o semplici cuciniere che facciano riscoprire, valorizzandoli, i piatti e i sapori - anche aggiornandoli e alleggerendoli ma non stravolgendoli - che spesso tanti giovani non conoscono più e non si può pretendere che solo altri, forestieri, cerchino e consumino.

Sempre per avere un vero ritorno di promozione del territorio, anche tutta l’offerta della ristorazione deve esser focalizzata sui nostri prodotti e piatti tipici non solo nell’Osteria dei Golosi (ad es. polenta bianca oltre che gialla, minestra di latte, riso, porri e castagne, tajarin anche di furmentin, pollo al babi, copete e torte di mele e frutta ecc,) ma anche nel cibo di strada con magari robatà e bruss e copete (DE.C.O. di Mondovì), friceu di mele o di zucca e poi anche hamburger, ma di fassona, pizza e panini, ma con frittata rognosa,  formaggi e/o salumi nostrani e così via.

Auspicando che quanto indicato nella presente lettera possa essere di ausilio all’amministrazione, affinché la manifestazione possa diventare l’ennesimo fiore all’occhiello della nostra città, vi porgiamo comunque la massima disponibilità a collaborare con il Comune e contribuire, sia con idee e progetti che con ausilio pratico all’organizzazione di una manifestazione dell’anno 2025 che tenga presente questi aspetti".

AP

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