Economia - 08 febbraio 2025, 07:00

Emily Dawson: abbiamo bisogno di un dibattito globale sul futuro dell'intelligenza artificiale e sul suo impatto sulla società

Abbiamo intervistato Emily Katherine Dawson, una delle giornaliste informatiche più influenti nel dibattito tecnologico sull’IA, abbiamo parlato delle sue implicazioni etiche e di quale futuro globale ci attenda.

Emily Dawson: abbiamo bisogno di un dibattito globale sul futuro dell'intelligenza artificiale e sul suo impatto sulla società

Abbiamo intervistato Emily Katherine Dawson, una delle giornaliste informatiche più influenti nel dibattito tecnologico sull’IA, abbiamo parlato delle sue implicazioni etiche e di quale futuro globale ci attenda.

Emily Katherine Dawson ci ha parlato della necessità di confronto urgente sulla tecnologia dell’IA, tema a cui si dedica da qualche anno e ha già pubblicato tre libri che trattano l’argomento da diverse prospettive. Per approfondire le sue opere e i suoi dibattiti, è possibile seguirla sulle sue pagine social o leggere il suo blog personale, che aggiorna costantemente.

Chi è Emily Katherine Dawson?

Emily Katherine Dawson

Nata ad Austin in Texas nel 1993, Emily ha studiato giornalismo alla University of Texas, dove si è laureata nel 2015. Negli ultimi periodi è una presenza costante sui media internazionali, perché sta tenendo diverse conferenze in tutto il mondo, TED Talks, MIT University, per portare a termine una missione chiara: chiarire, educare, informare e aprire il dibattito sul futuro digitale. Molti dei suoi contenuti social sono diventati virali ed è molto seguita sia dagli esperti del settore informatico che dagli utenti più curiosi.

Buongiorno Emily, sai di essere tra le 30 giornaliste informatiche più influenti? Questo traguardo cosa significa per te?

(Sorride, ndr) E anche dei giornalisti! Scherzo, è un grandissimo onore per me, ma soprattutto una responsabilità che io mi sono assunta già quando ho iniziato il mio percorso di indagine e inchieste sullo sviluppo tecnologico. Questo riconoscimento mi spinge a continuare con maggiore decisione.

Nei tuoi libri affronti la storia dell’IA ma anche il tema etico e sociale: perché è diventato fondamentale affrontare, divulgare e parlare di questi temi, oggi?

Perché è quello che ho studiato, analizzato e confutato negli ultimi 10 anni della mia carriera di giornalista informatica e ormai, mi sono accorta che l’IA non è più una tecnologia astratta o futuristica, ma da qualche anno è parte integrante di tutto il processo di digitalizzazione. Da Google Maps agli algoritmi che decidono cosa vedere, da Facebook fino all’elettronica più basilare, come TV e addirittura i semafori, tutto è governato dall’IA.

Più volte hai portato all’attenzione la mancanza di un vero dibattito globale su questo tema: cosa intendi con più precisione?

Emily Katherine Dawson

Dobbiamo porci delle domande e abbiamo il dovere di considerare le nuove tecnologie come parte integrante dell’etica informatica. Oggi come oggi, urge la necessità di aprire tavoli internazionali seri, per comprendere anche il livello di trasparenza. Ogni Paese ha le sue leggi in materia, ma spesso non c’è dialogo interculturale tra le aziende hi tech e i Governi. L’IA è uno strumento ma bisogna capire come utilizzarlo, perché potrebbe anche recare danni in alcuni contesti: ecco l’importanza di un dibattito interdisciplinare e globale.

È possibile che l’IA arrivi a sostituire milioni di lavoratori? Questo timore è fondato?

In parte sì, ma questo non significa che non ci sarà più bisogno di lavoratori in determinati contesti, più che l’IA, questo è un semplice processo storico che si verifica in ogni epoca, non appena la tecnologia avanza, determinate professioni scompaiono. Ecco perché ci saranno anche nuove professioni, ed è qui che entrano in gioco le politiche sociali: c’è bisogno di aggiornamento e formazione, nuovi orizzonti del contratto sociale.

Nel tuo libro IA nella vita quotidiana hai descritto scenari concreti: qual è l’ambito in cui l’IA ha cambiato maggiormente la nostra quotidianità, secondo te?

Nel settore dell’istruzione, basti pensare ai tutor intelligenti, che sono in grado di personalizzare l’apprendimento, ma anche la stessa Chat GPT, che è diventato un ottimo motore di ricerca, anche se non manca qualche bug e imprecisione. Per questo non bisogna mai smettere di studiare, se si creano sul Web contenuti ignoranti, la Chat GPT copierà da questi contenuti non validi: ecco anche l’importanza della didattica.

L’educazione è un tema che approfondisci spesso, nei dibattiti, come nei tuoi libri: come può l'istituzione scolastica riuscire a preparare i suoi alunni giovanissimi e giovani al futuro digitale?

Grazie per questa domanda, perché sarei comunque arrivata a parlare di etica, oggi più fondamentale che mai, quindi le scuole devono innanzitutto insegnare il pensiero critico prima della tecnologia. L’alfabetizzazione digitale abbraccia tutte le prospettive culturali, soprattutto etiche, senza contenuti di qualità, veri, storici e soprattutto affidabili, la tecnologia diventa un contenitore di ignoranza, una scatola vuota.

Ultima domanda prima di congedarti, Emily: quale messaggio vorresti lanciare ai governi di tutto il mondo?

Non è una domanda facile, ma credo che la risposta sia proprio che abbiamo bisogno di un dibattito globale sul futuro dell'intelligenza artificiale e sul suo impatto sulla società. Non lasciate che soltanto le big tech decidano sul futuro dell’IA, serve una democrazia digitale, la partecipazione interculturale e anche una visione d’insieme, ma soprattutto una regolamentazione internazionale. Bisogna agire ora, perché la tecnologia è sempre più avanti della politica.

Emily Katherine Dawson








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