Da pochi giorni si è concluso il 20° Festival di Primavera di Montecatini Terme (organizzato dalla Feniarco), un appuntamento imperdibile per i cori delle scuole primarie e secondarie d’Italia, un momento al quale ha partecipato il Soleri Bertoni Choir, ovvero la consolidata realtà corale dell’omonimo liceo saluzzese.
Quattro giorni condivisi con altri 59 cori, suddivisi in 17 atelier di studio, 12 concerti e 2000 partecipanti, provenienti da ogni parte d’Italia, dalla Slovenia e dalla Spagna. Insieme ai loro coetanei, i coristi saluzzesi hanno vissuto l’esperienza unica di una sinestesia vibrante, trasformandola in un autentico cuore pulsante della musica corale. Insieme, hanno condiviso momenti indimenticabili, raccogliendo emozioni e creando ricordi che li accompagneranno nel tempo.
Durante i 4 giorni di permanenza, i cori vengono accorpati per creare degli Atelier: ogni gruppo prepara così un piccolo concerto, ognuno con il proprio carattere e significato.
“Se dovessi descrivere con tre parole il Festival di Montecatini direi: amicizia, musica e felicità” è il commento di Anna. "È stata davvero una bellissima esperienza che rifarei sicuramente altre mille volte” le parole di Alissa. “Stare con gli altri circondati da musica, canto ed entusiasmo è una esperienza coinvolgente e meravigliosa” ha detto Maddalena. “Un' esperienza che crea una sinestesia tra emozioni e amicizie accomunate dalla stessa passione: la musica” ha commentato Beatrice. “L'atelier a cui abbiamo partecipato, guidati da Maria Ciavarella, ci ha proposto un repertorio ricco di sorprese e avventure musicali, ha dato la possibilità ai coristi di scoprire la musica in tutti i sensi e di divertirsi con la voce” le parole di Ludovica.
“La prima volta non sapevo a cosa sarei andata incontro ma poi quando ho capito la realtà che stavo vivendo non ho più potuto farne a meno, il Festival di Primavera per me è come una caramella: ne prendi una e poi ne mangi mille. Un luogo magico pieno di persone dal volto felice ma di una felicità immensa che non si spiega, tutta Italia in un luogo, che io chiamerei l’isola della felicità, perché chi lo vive sa, ha consapevolezza che a Montecatini non c’è spazio per persone tristi, non abbiamo tempo per essere tristi. La voglia, la passione condivisa per la musica e il canto è tutto ciò che ci tiene uniti, non importa se parliamo un dialetto diverso o una lingua diversa, ci basta guardarci negli occhi e ascoltarci per capirci, perché abbiamo occhi che brillano e volti che sorridono. Ho avuto la possibilità di incontrare persone meravigliose, con voci meravigliose, di condividere momenti, risate, lavoro e passione, insieme alle mie compagne (non di scuola ma di vita), a tutti i professionisti che hanno lavorato con noi, e soprattutto a tutti i cuori che ho sentito intrecciarsi al mio” la riflessione di Alessandra.
In conclusione il toccante commento di Valentina: “Quando si torna a casa da un viaggio particolarmente intenso, ci si sente sempre come in una bolla: si immagina continuamente di essere ancora nel posto che ci ha fatto sognare, con quelle sensazioni di libertà e spensieratezza. Altre volte, ci sono esperienze che non si limitano ad un luogo fisico e che, una volta iniziate, continuano ovunque noi siamo, perché hanno lasciato in noi un segno indelebile, che dobbiamo mostrare a chiunque incontriamo; questo è il caso del Festival di Primavera. Montecatini significa passare 4 giorni a cantare ininterrottamente, fino a perdere la voce! Soprattutto, è il posto in cui si capisce che un coro non si limita a cantare, e che cantare non significa solamente “muovere la bocca seguendo degli spartiti”. In realtà, Montecatini è l'esperienza che fa capire l'immensità della vita corale, ovvero: studiare, concentrarsi, faticare, osare, provare, sorprendersi ed emozionarsi.
E poi c’è l’aspetto di appartenere ad un coro, che implica: condividere, ascoltarsi, osservarsi, aiutarsi, e amplificare in modo esponenziale tutto ciò che il canto singolarmente può regalare. Il Festival di Primavera non si limita a Montecatini. Una volta provato, continua a tutte le prove del coro, tutte le volte che si canta o che si condividono dei brani o delle emozioni. Perché un coro non è solo musica, ma anche persone. Non sono solo le armonie ad intrecciarsi, ma anche le vite.
Il Festival di Primavera non è una semplice gita, ma un percorso con un inizio preciso ed una fine sconosciuta, un’esperienza destinata a proseguire fino a quando i proff Enrico Miolano e Stefano Eligi, che ringraziamo infinitamente, continueranno a credere in noi e in questa realtà.
Vi aspettiamo quindi ai nostri prossimi concerti, che saranno una tappa di quel percorso, un modo per far nascere una scintilla anche dentro di voi, perché non c'è niente di più contagioso dell'energia di un coro!.





